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da qui
Appena sveglia, ho annotato tutto sul primo foglio che ho avuto sottomano: era di colore rosa; il colore della gioia, ho pensato, ricordando i paramenti che i preti indossano nella domenica Gaudete.
Don Mario, la mia guida spirituale, accoglieva sempre con naturalezza ciò che raccontavo, mi incoraggiava a fidarmi del Signore, ad attendere e lasciarlo fare, senza porre ostacoli. Ero innamorata della sua essenzialità, tutto, con lui, diventava lineare: come sei complicata! mi diceva, Dio è semplice!
A dir la verità, così semplice non mi sembrava affatto. Sperimentavo la sua presenza forte, ma al tempo stesso l’imprevedibilità, le luci seguite dal buio pesto, e mi dibattevo cercando di comprendere qualcosa della sua volontà, del suo disegno.
Chi più di don Mario poteva guidarmi in questo discernimento, lui che nel suo Atto di Fede chiedeva: fa che possa conoscere, accogliere e realizzare il disegno che hai su di me? Credevo fermamente che nulla fosse a caso e che, se davvero lo vogliamo, Lui fa capire cos’ha in serbo per ognuno di noi.

Nei panni di una donna… promette bene.
L’ha ribloggato su Parlami d’amore.
L’abito che a poco a poco indossiamo non è preconfezionato; è un abito su misura che stiamo cucendo personalmente un po’ alla volta, spesso senza rendercene conto. Così, “se davvero lo vogliamo” scopriamo che il progetto lo stiamo disegnando noi, dobbiamo disegnarlo noi.
Non riesco a descrivere l’emozione di questo capitolo, ma posso affermare che nulla è a caso.
“Poi c’è chi crede che tutto sia un caso così non prova, e non sogna.
Stephen Littleword
Margherita Hack ha constatato:
“L’uomo ha finalmente scoperto che la Terra non è al centro dell’Universo. Ha capito che la terra e i pianeti ruotano intorno al Sole. Poi ha capito che il sole non è al centro della Via Lattea, anzi, è in una zona periferica di una galassia di cui fanno parte altri quattrocento miliardi di stelle. Quindi si è accorto che nell’Universo ci sono altri cento miliardi di galassie e, presto, potrebbe comprendere che questo nostro Universo, di cui difficilmente riusciremo a scorgere i confini, probabilmente è solo uno tra infiniti altri.”
Se avete la presunzione di credere che la vostra facoltà di esistere, il vostro aspetto fisico, ecc., sia anche solo minimamente più di un semplice caso, siete dotati davvero di una grande fantasia.
Se parliamo di spirito o di anima, di personalità o carattere, del ruolo che in questo infinito scegliamo di assumere perché la nostra esistenza non sia solo la minuscola particella di un granello di sabbia di una spiaggia sconfinata, allora si, niente è per caso. Allora,
IO CREDO,
nella volontà, nella capacità di ognuno di riconoscere se stesso, di non perdersi e disperdersi in questa vastità.
Beato colui che, almeno per un tratto di questo percorso, viene tenuto per mano da una Guida.
Nulla è a caso. Una specie di caccia al tesoro per cercare l’inizio di un filo ingarbugliato che ci porta ad oggi e ci sostiene, fra spezzature e rattoppi, necessario per leggere il nostro libro fino in fondo, prestando maggiore attenzione a “quelle note a pié di pagina” cui spesso si dà poco senso “perché è in carattere più piccolo, si fatica a fermarsi, a spostare lo sguardo, a cambiare prospettiva”. Forse, tutto si gioca lì.
Rif. da Ecco l’uomo – F. Centofanti.
in ogni momento io cerco i segni che contemplano il mio Disegno Divino .
“Fa che possa conoscere, accogliere e realizzare il disegno che hai su di me?”
Lo spero tanto!
ernestina.
Accade di perdersi, e di trovare qualcosa di più bello di quello che si stava cercando; accade che non cambino le cose, ma gli occhi con cui guardarle, e cogliere una vista che prima sfuggiva.
Nulla è a caso, per accorgersi di
„un diamante nascosto nel pane“ (Fabrizio De Andre‘)
DIO E’ SEMPLICE
Dio è semplice perchè è perfettisimo, e ” gli attributi divini non differiscono realmente dall’Essenza, nè fra di loro”, nell’uomo, corpo e anima si distinguono realmente”, per questo le tensioni dell’anima trovano ostacolo nella concupiscenza della carne.
Divenire semplici è dare all’essere unità interiore, ma poichè racchiudiamo “un’anima inquieta quasi carne” invece di tendere in un’ unica direzione siamo portati alla molteplicità nella confusione, nei raggiri dell’amor proprio, negli spirituali compiacimenti e a quanto riproviamo scaturito dal cuore ” nella nostra notte/, questa altissima notte/, la lunga invincibile notte”.
Diventare semplici è essere riplasmati ad immagine di Dio, puri di cuore, innocenti come all’origine capaci di contemplazione.
Non dipende da me poterti avere così felicemente, Signore altissimo, vieni a ricrearmi, sarò nella gioia come in una domenica laetare e intanto continui a cercarti e implorarti con animo semplice per non ferirmi d’orgoglio anche nella ricerca di Te.
Credevo fermamente che nulla fosse a caso e che, se davvero lo vogliamo, Lui fa capire cos’ha in serbo per ognuno di noi.
Nulla è a caso nemmeno queste parole oggi per me.