
Vorrei spiegarti tutto il mio futuro
con queste poche, misere parole,
che a malapena ammiccano dal bianco
dello schermo. Capirei se esitassi
a immaginare il vento sollevato
dal messaggio che piove nelle nostre
serre, sempre protette da paure
ancestrali, dall’Alto Ministero
delle stolte certezze. Comprenderei
perfino l’illusione di fermare
il tempo, solamente per gustare
le gratificazioni di una seria
competenza. Ma dare dell’illuso
a chi vede il futuro nel presente
mi sembra troppo, cara luminare.
Mi puzza assai di abuso di pazienza.

Quando si viene lasciati soli a cercare di guardare” il futuro nel presente”, capita di arrabbiarsi, di sicuro su questo concordiamo.
Chapeau Fabrizio 🙂
L’ha ribloggato su Hotel del Disinganno.
Coraggio Domma ci ha insegnato che il futuro va affrontato Dio è sempre con noi poi ora c’è anche lui………
Un presente e un futuro in cui credere, con una certezza che viene dal Bene, e da condividere con chi crede in te, è più che un’ illusione.
Splash
L’illusione è che tu semplicemente
Stia leggendo questa poesia.
La realtà è che questa è
più di una poesia.
Questo è il coltello
Di un accattone.
È un tulipano
È un soldato che marcia
Attraverso Madrid.
Questo sei tu
Sul tuo letto di morte.
Questo è Li Po che ride
Questo è il circo
del diavolo.
E non la stai leggendo
Su una pagina
Sottoterra.
No, non è una dannata
Poesia.
È un cavallo
che dorme.
Una farfalla dentro
Il tuo cervello.
È la pagina che legge
Te.
La senti?
È come un cobra.
È un aquila affamata
che sorvola la stanza.
Questa non è una poesia
La poesia è barbosa,
ti fa venire sonno.
Queste parole ti incitano
a una nuova
follia.
Ti ha toccato la grazia,
sei stato spinto
dentro un abbacinante
regione di luce.
Adesso l’elefante
Sogna insieme
a te.
La volta dello spazio
curva e ride.
Adesso puoi morire
Tu puoi morire adesso come
Si doveva morire da uomini:
grande,
vittorioso,
con l’orecchio della musica,
essendo tu la musica,
che romba,
romba,
romba.
— Charles Bukowski
“Vedere il fururo nel presente”, al di là della satira che con arguzia, “ridendo castiga i costumi”, è già vivere qualcosa dell’eterno.
“Vorrei spiegarti tutto il mio futuro” (?)
ma c’è qualcuno di noi che sa perfettamente come sarà suo futuro? o solo io che non sono sicura neanche del giorno dopo? La mia vita si cambia continualmente, mi porta spesso le sorprese belle e tragiche. Non riesco neanche immaginarla mio futuro e piuttosto non posso essere sicura del mio futuro.
E adesso, miei progetti per la vita si finiscono 8 febraio di questo anno. Poi… non so niente cosa accadrà, cosa dovrei essere costretta decidere.
“Vorrei spiegarti tutto il mio futuro” – è così semplice?
La verità
di Gioachino Belli
La verità è comm’è lla cacarella,
che cquanno te viè ll’impito e te scappa,
hai tempo, fijjia, de serrà lla chiappa,
e storcete e ttremà ppe rritenella.
E accusì, ssi la bbocca nun z’attappa,
la Santa Verità sbrodolarella
t’esce fora da sé dda le bbudella,
fussi tu ppuro un frate de la Trappa.
Perché ss’ha da stà zziti, o ddì una miffa
Oggni cuarvorta so le cose vere?
No: a ttemp’e lloco d’aggriffa s’aggriffa.
Le bbocche nostre iddio le vò sincere,
e ll’ommini je metteno l’abbiffa?
No: sempre verità; sempre er dovere.
Vedere il futuro nel presente, un’espressione molto bella. Non rimanere fermi nei propri confort ma scoprire un cammino sempre diverso, nuovi itinerari a volte imprevedibili ma accolti e seguiti con fiducia.
Bei tempi quelli in cui la “povera” statua di Pasquino si copriva ogni notte di satira politica e/o anticlericle che all’epoca erano la stessa cosa coincidendo potere politico e temporale. Ma la “bellezza” era nelle coscienze di chi vedeva il mal fatto e protestava. Si dice che il più assiduo suinista fosse un cardinale, bei tempi! quando si faceva ancora autocritica, però per quanto riguarda la chiesa fra Benedetto XIV e papa Francesco possiamo ancora essere fieri, ma ahimè la politica ormai è narcisa, vede solo se stessa e non si cura di ciò che non è se stessa. Ci siamo iborghsiti, impigriti e abbiamo cresciuto figli senza ideali e spina dorsale, il benessere fa anche tanti danni. Oggi gli universitari hanno mamma e papà che ancora gli cambiano il pannolino, si infervorano neanche per un bacio… i professori e gli intellettuali, non tutti però, sono asserviti al padrone e con la pancia piena, l’ultimo movimento studentesco è la famosa pantera…. che tristezza! e il futuro non sarà diverso dal presente annichilite le coscienze con i media e la pubblicità e un immagine di bellezza effimera e finta, la convinzione che conta più avere che essere. Eh si caro Fabrizio, magari ce ne fossero ancora e di pasquinate a sveglire le teste benpensanti di chi crede che il mondo debba cambiarlo qualcun altro questo sì che è un abuso di pazienza, quella di un Dio che guarda e vede l’uomo immobile davanti allo speccio a chiedersi da quale lato è il futuro.
Il futuro nel presente, aggiornamento, evoluzione della storia che cambia, oggi anticipazione imprevedibile, domani convinta consuetudine.
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