Per Antonello

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da qui

Mi domandi il perché di un Dio violento,
e di come possa accogliere l’alto
tradimento, palese violazione
del politically correct, del manto
steso sui conflitti forti, gli impicci
storti della vita vera, non l’altra,
fabbricata per compiacere tutti,
per sdoganare l’io coi suoi capricci.
Mi trovi incerto, amico, nel risponderti:
dovrei augurarti di scoprire dentro
i tuoi giorni quel male che è impossibile
strappare, la radice velenosa
scorrettamente immessa dal nemico
nella terra promessa: se qualcosa
riuscirà a sradicarla dovrà avere
la stessa potenza, scatenare
la stessa guerra. Perché te lo dico?
A rispondere è solo l’esperienza.

7 pensieri su “Per Antonello

  1. Lucetta Frisa

    mi piace molto il “tono” quasi lapidario di questi versi forti che ho riscontrato in quasi tutte le poesie che pubblichi qui.
    Grazie per il piacere della lettura

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  2. ema

    Gesu’ si e’ fatto uomo, si e’ fatto peccato, dimostrandoci che e’ dalla morte che si risorge, non dalla vita. Pertanto la “violenza” che ci porta alla vita e’ essa stessa dono.

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  3. pam

    Visto da un’altra angolazione, quel Dio violento è in realtà un Dio disposto a tutto pur di salvarci.

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  4. agnese

    Ogni giorno impariamo le cose nuove, per tutta la vita raccogliamo nostre esperienze. E così andiamo avanti…imparando, crescendo, migliorando.
    E penso che proprio i traumi fanno uscire fuori nostro vero io.

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  5. sparz

    “”se qualcosa / riuscirà a sradicarla dovrà avere / la stessa potenza, scatenare / la stessa guerra””, io non credo in un Dio violento, non credo di voler mai, di fronte a nessuna offesa, scatenare la stessa guerra, la “stessa guerra”, capisci? No, no, credo che nessun Dio abbia mai scritto quegli ignobili capitoli dell’Antico Testamento nei quali si esalta lo sterminio di interi popoli, donne e bambini esemplarmente compresi; come mai quelle donne e quei bambini non erano compresi nell’amore divino? Dopodiché, le guerre che invece ognuno combatte dentro di sé per le proprie storture e per le sempre presenti piccole o grandi perversioni, sono ovviamente altra cosa, che non tocca il rispetto per l’altro.

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  6. pmartucci

    Quanto è difficile scorgere, riconoscere il Dio di misericordia, dell’amore oltre ogni misura nelle storture, nelle mancanze, nelle ingiustizie che ricolmano la vita. Ma vorremmo vederlo lì, a tutti i costi, con quel volto che si specchia nel mondo, presente, anche , proprio nel nostro mondo violento e ingiusto. Lì accanto a noi, con quelle stesse dure e implacabili logiche. Per non rischiare di non trovarlo, o per non scoprirci soli……

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