45. Dal di dentro

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da qui

A volte ritornava l’idea di buttare tutto all’aria, perché pensavo che non fosse in grado di comprendere le sue stesse ispirazioni e le sfuggisse quello che vedevo come il nocciolo della questione. Ero convinto d’avere la chiave per cogliere il quadro complessivo, mentre le paure che la sommergevano confondevano le acque, assecondando l’azione del maligno, il divisore. Non capiva che Dio, col suo Progetto, aveva unito i fili dispersi delle nostre vite? Non vedeva come tutto convergesse nella stessa direzione? Era questo il senso del biglietto rosa che m’aveva consegnato, un lontano pomeriggio. Avvertivo la rabbia che montava, la frustrazione delle attese, l’impressione d’inutilità che iniettava veleno negli impegni che intendevo rispettare. La mattina era già cominciata in modo infausto, con eventi che m’avevano deluso ed irritato. E’ matematico, diceva don Mario in questi casi, ben conoscendo l’arte diabolica d’esasperare gli animi nel momento in cui un traguardo decisivo s’avvicina. I nodi, dunque, si stavano per sciogliere? Era il motivo per cui mi scoraggiava con le sue interpretazioni della storia? D’un tratto, pareva la maestrina che disprezza gli studenti intorpiditi delle scuole serali. Ero stanco delle sue supposizioni; si godesse i suoi progetti borghesi, la libertà di cui andava tanto fiera. Avremmo trovato un’altra strada: il Signore non poteva abbandonarmi, e il mio amico lo sentivo accanto, come quando facevamo su e giù, nei piazzali del santuario, masticando infiniti paternostri e avemarie: ancora risuonava la sua voce calma, nella notte, il passo fermo di chi sa riconoscere la luce che viene dal di dentro.

7 pensieri su “45. Dal di dentro

  1. agnese

    Penso che tutto che succede nella vita ha un senso, un motivo, le conseguenze. Soltanto che, purtroppo, spesso viene così difficile capirla in momento esatto.
    Possiamo domandarsi: perché? possiamo ipotizare, sospettare. Ma la ragione e verità esce fuori in momento giusto, forse… quando siamo pronti per capire.

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  2. agnese

    Tante volte urlavo dalla disperazione: se conoscerei motivo, sarebbe più facile sopportare dolore. Soltanto che, forse qua non si tratta di sopportare dolore, ma si tratta di imparare qualcosa di più, nostro cammino verso la Verità.

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  3. F

    “Va nella tua casa, dai tuoi annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato”(Mc.5,20)
    Così nasce ogni testimonianza e così credo sia nato questo “Diario a quattro mani”, dove “tutto è grazia” anche se contrasti, difficoltà, incomprensioni scompigliano l’anima:
    “.. se fosse insorto contro di me un avversario,
    da lui mi sarei nascosto.
    Ma sei tu, mio compagno,
    mio amico e confidente;
    ci legava una dolce amicizia,
    verso la casa di Dio camminavamo in festa”. (Sl.54,13-15)
    Come difficile dimenticarsi, porsi uno di fronte all’altro, disporsi ad una gratuità senza peso.
    Scrivere questo Diario è riscrivere la storia di Dio nella propria vita, la sua compassione, il suo Amore audace, Cristo samaritano mai stanco, “l’unico bene della vita”.
    Spirito divino, Tu, vento librato sulla creazione, liberante e ricreante tutte le cose, Amore efficace che procede da Dio, “fammi la bocca piena di profumo”, dammi parole nuove, sentimenti e volontà rigenerati, a me ,che ” le stagioni stillano amaro”, la mia umanità decaduta sperimenta quanto sia faticoso amare, e “prima di noi lo sa Cristo quanto sia difficile amare: un’impresa che è solo di Dio” (E. Ronchi).

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  4. agnese

    La vita è fatta delle scelte, piccole o importanti. A volte stiamo sul incrocio che può cambiare completamente la nostra vita, e abbiamo paura- cosa è giusto?
    Ci sono i momenti quando tutti ti dicono una cosa, ma tu insisti di fare contrario, perché senti che Qualcosa ti dice di fare così. E ti domandi-ma questi indicazioni vengono da Dio o da avversario?
    Io chiedo continuamente Dio di capire bene cosa aspetta da me, per non sbagliare, che mi aiuta scegliere le strade giuste e illumina il mio sentiero.

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  5. robysda

    Avremmo trovato un’altra strada: il Signore non poteva abbandonarmi

    “Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.”

    P. Neruda

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