[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=baE82Gm8olY]
da qui
Sentivo che tutte queste prove ci portavano a una meta che ancora stentavamo a immaginare. Venivamo da due storie parallele, con esperienze estreme, refrattari ad ogni tipo di normalità. Non tutti sono uguali: noi due eravamo preparati a farci prendere da Dio, dopo aver riconosciuto i nostri limiti. Il coraggio di guardarci fino in fondo ci metteva in condizione di ricevere un dono straordinario; era la trama ben nota del Vangelo, nella quale i perduti, i malati, gli sconfitti, sono sempre i più aperti e i più vicini a Dio. Gesù esige che veda a quale rischio di frane e di sfaceli ti sei esposto, che la casa costruita sulla sabbia, quando soffiano i venti, straripano i fiumi e si scatena il temporale, è destinata alla rovina.
Nella preghiera del mattino avevo avuto un’intuizione: il motivo per cui non mi affrancavo dai legami ambigui era il credito che ancora accordavo a chi s’era proposto con fini contrari rispetto all’aiuto esibito e proclamato. Finché non avessi preso atto dell’inganno, non sarei stato liberato; avrei dovuto, con un gesto energico, scrollarmi tutto il male di dosso, respingere al mittente le contraffazioni sfacciate della verità. Ripercorsi le tappe del calvario: m’avevano convinto, mentendo spudoratamente, che don Mario avesse indicato chi m’avrebbe accompagnato nel cammino. Ma il vero emergeva con potenza, come se il Cristo mi spalmasse gli occhi di fango e, dopo averli ripuliti, mi guarisse un’antica cecità. Mi tornò in mente la supplica che da giorni rivolgevo alla Madonna: Maria, regina della pace, illumina il mio cuore. La preghiera autentica e costante, come Gesù insegnava ai suoi discepoli, era sempre esaudita, perché in cielo c’è qualcuno che muore dalla voglia d’infrangere i ceppi del nemico.