70. L’eredità

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La bella pagina di Dietrich Bonhoeffer, sulla distinzione tra amore psichico e spirituale, era utile non solo a confermare le intuizioni dei momenti di preghiera, ma anche per chiarire ulteriormente il rapporto tra noi due.
L’affiancamento incoraggiava la nostra intimità, ma in me non si affacciava neanche l’ombra di un amore psichico. Non era lecito l’anelito a un’unione esclusiva, che sarebbe diventata un grave ostacolo all’esame dei suoi coinvolgimenti, e al tentativo di farglieli vagliare nella luce della verità.
La relazione richiedeva la rinuncia ad attese e desideri e a qualunque pretesa di un amore che non fosse quello di Cristo in mezzo a noi. Non era affatto facile: il mio sacrificio equivaleva al suo, al digiuno dagli amori che gli venivano offerti spudoratamente.
Il tema era stato trattato nei particolari: un’educazione sentimentale che affrontava e soppesava ogni tipo di rapporto, confrontandolo con l’amore vero.
Sono certa che se avesse incontrato una donna di cui fosse veramente innamorato, tanto da condividerci la vita, il Signore non l’avrebbe presa a male, né si sarebbe alterato se avesse stabilito di lasciare il sacerdozio, per sposarla.
Ho potuto constatare parecchi casi simili: se il prete è convinto della scelta, la Chiesa non esita a concedere dispense.
Per questo le luci ricevute in preghiera scandagliavano il suo cuore con pazienza certosina, rendendolo cosciente delle sue infatuazioni: di cosa si trattava? Era vero amore? E in caso affermativo, perché tante donne, contemporaneamente, occupavano il suo cuore, senza che nessuna riuscisse a fargli nascere un senso di pienezza, o un desiderio di lasciare tutto per dare avvio a una storia impegnativa? Dov’era, insomma, il suo cuore?
Erano soltanto tentazioni, una minaccia per la vocazione, ma non potevano concretizzarsi in nulla di chiaro e definito: non era il matrimonio il desiderio più profondo. Don Mario, come sempre, aveva visto giusto, indovinando in lui la chiamata al sacerdozio. Anche se non c’era più, fisicamente, trovava il modo di guidarlo e incoraggiarlo, di trasmettergli un’eredità, un bagaglio di ricchezze che il prete avrebbe fatto fruttare in virtù dei suoi carismi, restituendo ciò che aveva ricevuto, così come un tempo aveva scritto sul quaderno rosso.

10 pensieri su “70. L’eredità

  1. ema

    “Il vero amore non è né fisico né romantico.
    Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
    Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
    La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia!”

    Kahlil Gibran

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  2. agnese

    Amando si impara, si diventa più buoni, più bravi, si cresce, migliora.
    La vita è fatta per amare…..non solo se stessi.

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  3. agnese

    “Dov’era, insomma,il suo cuore?”
    – al posto giusto, in direzione giusta, con lo sguardo più profondo che non si ferma solo per il capriccio di quell momento.
    Amore non è prendere questo che voglio, ma l’amore è dare.

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  4. robysda

    Dov’era, insomma, il suo cuore?
    Generalizzando, penso che il cuore sia sempre al posto giusto. Voler bene significa una cosa sola: vedere il bene dell’altro, appunto! Senza confronti, senza limiti, senza dover cercare per forza qualcosa che non va. Nel momento in cui ci si innalza a maestri della giustizia, della equità, delle cose fatte per bene, siamo già fuori dall’amore e l’unica preghiera che possiamo innalzare al Cielo non è certo quella di somigliare a qualcuno dai grandi carismi, ma una preghiera più dolce, quella che il Signore ci sia vicino e ci accompagni sempre tenendoci per mano. Possibilmente insieme al caro Domma che, per l’autore di queste pagine così intime e strappate da una penna senza discrezione alcuna, è stato sempre un punto di riferimento saldo e lungimirante.

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  5. F

    Il digiuno dagli amori porta all’appagamento nell’AMORE.

    “L’oggetto dell’amore è l’Amore che nel torrente delle sue delizie scaccia lontano ogni sofferenza..e illumina di splendore in splendore..e nell’amore concepisce l’amore. Questa è la sorgente della vita, questa la gloria di chi prova la beatitudine dell’amore di Te..
    E per chi desidera ama sempre desiderare, chi ama desidera sempre amare”.
    (Guglielmo di S.Thierry)

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  6. A.

    “Chiunque percorra la strada che porta alla totalità non puo’ sfuggire a quella caratteristica sospensione che è rappresentata dalla crocifissione. Egli finirà infatti per imbattersi senza fallo in ciò che gli taglia la strada, che lo incrocia. In primo luogo in ciò che egli non vorrebbe essere, in secondo luogo in ciò che non egli, ma l’altro è, e in terzo luogo in ciò che costituisce il suo non-Io psichico”. (Carl Gustav Jung)

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  7. pam

    …pagine che ci aiutano a scrivere le nostre pagine, i diari scritti con le nostre mani: quelli in retrospettiva, dove si raccolgono le salite scoscese, i passaggi in volo, le lacrime, un sole che squarcia le nubi, il contagio della gioia, i pezzi di storia di cui magari si farebbe a meno, ma che sono proprio quelli dove il Signore ci ha chiamato, lì, per potare un ramo e far crescere un albero forte e nuovo; e i “work in progress”, perché cercare e valorizzare le vocazioni della nostra vita, riconduce a Una vocazione giornaliera sempre in evoluzione: riconoscerci, come esseri umani, emittenti e ricettori, donatori e destinatari di un raggio puro che attraversa d’oro i cuori. Le eredità d’Amore sono a rilascio lento e continuo, anche quando non ci sembra.

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  8. agnese

    “Ci sono istanti magici che passano inosservati quando, all’improvviso, la mano del destino muta il nostro universo.”

    Paulo Coelho

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