77. In cielo

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da qui

Sentivo che tutte queste prove ci portavano a una meta che ancora stentavamo a immaginare. Venivamo da due storie parallele, con esperienze estreme, refrattari ad ogni tipo di normalità. Non tutti sono uguali: noi due eravamo preparati a farci prendere da Dio, dopo aver riconosciuto i nostri limiti. Il coraggio di guardarci fino in fondo ci metteva in condizione di ricevere un dono straordinario; era la trama ben nota del Vangelo, nella quale i perduti, i malati, gli sconfitti, sono sempre i più aperti e i più vicini a Dio. Gesù esige che veda a quale rischio di frane e di sfaceli ti sei esposto, che la casa costruita sulla sabbia, quando soffiano i venti, straripano i fiumi e si scatena il temporale, è destinata alla rovina.
Nella preghiera del mattino avevo avuto un’intuizione: il motivo per cui non mi affrancavo dai legami ambigui era il credito che ancora accordavo a chi s’era proposto con fini contrari rispetto all’aiuto esibito e proclamato. Finché non avessi preso atto dell’inganno, non sarei stato liberato; avrei dovuto, con un gesto energico, scrollarmi tutto il male di dosso, respingere al mittente le contraffazioni sfacciate della verità. Ripercorsi le tappe del calvario: m’avevano convinto, mentendo spudoratamente, che don Mario avesse indicato chi m’avrebbe accompagnato nel cammino. Ma il vero emergeva con potenza, come se il Cristo mi spalmasse gli occhi di fango e, dopo averli ripuliti, mi guarisse un’antica cecità. Mi tornò in mente la supplica che da giorni rivolgevo alla Madonna: Maria, regina della pace, illumina il mio cuore. La preghiera autentica e costante, come Gesù insegnava ai suoi discepoli, era sempre esaudita, perché in cielo c’è qualcuno che muore dalla voglia d’infrangere i ceppi del nemico.

10 pensieri su “77. In cielo

  1. ema

    Preghiera

    “Dammi il supremo coraggio dell’amore,
    questa è la mia preghiera,
    coraggio di parlare,
    di agire, di soffrire,
    di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.
    Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,
    e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
    Dammi la suprema certezza nell’amore, e dell’amore,
    questa è la mia preghiera,
    la certezza che appartiene alla vita
    nella morte, alla vittoria nella sconfitta,
    alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
    a quella dignità nel dolore, che accetta l’offesa, ma disdegna di ripagarla
    con l’offesa.
    Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.
     
    K. Gibran

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  2. F

    “In cielo c’è qualcuno che muore dalla voglia d’infrangere i ceppi del nemico”: “Gesù, uno che non permette all’uomo di arrendersi”, il primo a volere la sua salvezza, per questo Gesù, nome divino, “esprime anche la sua identità”. Non calcolo il tempo di quanto l’anima mia, giardino senza recinti sia stato calpestato e devastato, ma cerco Te,l’unico che possa infrangere i miei ceppi e riallacciare i nostri legami. E Gesù “si fa dentro il groviglio delle contraddizioni morali, per fissarsi sul germe intatto, il germe divino che attende la risurrezione” (Ronchi)
    Accusato di mangiare e bere insieme ai peccatori, continua questo banchetto, amante impenitente, con l’umanità piagata, carne di Dio che chiede Dio: Colui che “non può dare nulla meno di se stesso” (M. Eckhart)

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  3. F

    “Una meta che stentavamo a immaginare”.

    “Cristo, mia dolce rovina, gioia e tormento insieme Tu sei.
    Impossibile amarti impunemente”.
    (Turoldo)

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  4. dante

    il 19 giugno 1897 Teresa del Bambino Gesù scrive:” Credo di aver fatto più atti di fede da un anno a questa parte che in tutta la mia vita . Ad ogni nuova occasione di combattimento quando i nemici mi vengono a provocare , mi comporto coraggiosamente sapendo che è una viltà combattere in duello, volgo la schiena ai miei avversari , senza degnare di guardarli in faccia. Corro invece verso il mio Gesù, Gli dico di essere pronta a versare fino all’ultima goccia del mio sangue per affermare che c’è un Cielo . Gli dico che sono felice di non gioire
    di questo bel Cielo sulla terra purchè Egli lo apra per l’eternità ai poveri increduli”.

    e si potrebbe aggiungere gli indifesi , gli afflitti da malattie e tanti poveri peccatori. … e cosi pregare ,pregare sempre per tutti quelli che ci sono vicini anche se meno fortunati e lontani nella fede.

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  5. pam

    “Preparàti”

    ..oppure è la vita, con il suo impasto di cielo, acqua e polvere, a prenderci e sorprenderci, a mettere il nostro sguardo nella situazione di scendere più giù, in fondo, per incontrare i nostri limiti, le nostre ambiguità, le contraddizioni, le cose che non ci sono ancora chiare e si muovono nel crinale fra la luce e l’ombra. Non so se siano prove quelle incontriamo, anche se alcune hanno quasi dell’inaccettabile, piuttosto passaggi con cui Dio vuole invitarci a crescere verso di Lui, così come di volta in volta ci vengono donate cose belle o straordinarie, per imparare a cogliere il loro pieno valore e significato, il punto dove c’è la roccia su cui costruire qualcosa di buono. Credo, e spero, che l’Amore di Gesù sia un credito illimitato sui suoi figli, e proprio per questo, quando ci chiede di morire è per farci risorgere a nuova luce.

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  6. maria grazia

    Don Mario per fortuna come il Padre ci ha lasciato in eredità Maria senza di Lei non riusciremmo a proseguire aspettando il volere del Signore

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