75. Nuvole

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da qui

Solo adesso mi accorgevo di un dettaglio del poster di Taormina: oltre la baia d’Isolabella s’addensava una massa di nuvole compatta, foriera d’imminenti temporali.
Contrastava con la spiaggia gremita di ombrelloni, l’acqua limpida in cui si specchiavano le rocce, il verde di pini marittimi e altre piante arrampicate sul versante a picco del monte. Perché m’era sfuggito, fino a adesso? Le e-mail parlavano da tempo della necessità di contattare un religioso con cui lei aveva avuto un rapporto molto intenso. Avevo cercato di rimuovere l’idea: se aspettavo con ansia criteri e indicazioni essenziali per la mia maturazione, l’ipotesi di una sua apparizione sulla scena equivaleva, per me, alla minaccia delle nuvole sul golfo, una spada di Damocle capace di deprimermi. Perché il Signore voleva farmi questo? Era forse il pendant delle mie debolezze che la frustravano altrettanto, come se l’ultimo passaggio dovesse consistere nell’esperienza di una fiducia senza condizioni? Provavo un sentimento di rivolta, né potevo controllarlo. Gesù m’aveva fatto capire, in precedenza, che avrei dovuto esaminarmi, esprimermi con lui, cercarlo in un dialogo incessante. E’ quello che facevo adesso, con l’energia di chi è rimasto deluso sul più bello, quando sembra che tutto si risolva, che dolcezza e tenerezza abbiano preso il sopravvento, che l’amore abbia vinto ogni riserva. E invece no: le nuvole avanzavano decise, l’acqua diventava fredda, don Mario continuava a dirmi buttati, che aspetti!, ma io ero una statua, rigido ed immobile; sentivo ritornare, a poco a poco, lo sguardo di ghiaccio, l’espressione da amante irresistibile che sbaraglia ogni difesa. L’armatura mi stringeva, il ferro scintillava sotto un sole che sarebbe scomparso oltre le nubi che stendevano ombre sulla spiaggia, gli ombrelloni, la chioma dei pini marittimi, grigia come i giorni in cui hai perduto la sua voce e la carezza che ti dava vita.

9 pensieri su “75. Nuvole

  1. ema

    “Nuvole… Sono come me un passaggio figurato tra cielo e terra, in balìa di un impulso invisibile, temporalesche o silenziose, che rallegrano per la bianchezza o rattristano per l’oscurità, finzioni dell’intervallo e del discammino, lontane dal rumore della terra, lontane dal silenzio del cielo.”

    F. Pessoa

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  2. maria grazia

    lasua voce e la sua tenerezza sono sicura che non mi abbandonano mai certo questa mia è possibile perché la forza ce la dà il Signore ma spesso le nuvole si addensano ed allora come ha detto poco fa Papa Francesco nei momenti bui di panico è necessario affidarsi al Signore ed a MARIA

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  3. F

    L’ARMATURA
    Siamo andati contro l’Amore con armature lucenti, spade e bastoni quando il Maestro divino insegnava ogni giorno nel tempio del nostro cuore, facendolo ardere, e “sembrava che dolcezza e tenerezza avessero preso il sopravvento, e l’Amore avesse vinto ogni resistenza”.
    Capitano valoroso, che 12 legioni d’angeli sono le sue schiere e che può “avanzare come un prode, come un guerriero che eccita il suo ardore”, ha combattuto a mani nude, col solo legno della croce, la sua impresa d’amore, riconducendo ciechi per vie sconosciute e trasformando le loro tenebre in luce.
    Eri, nel principio, Parola, nel tempo uomo: Gesù “rivelazione rivelante il Padre”, che ha conosciuto l’intimo tormento, la “dolcezza del dormire” nella morte e il “bacio fulminante” della risurrezione per effondere sull’umanità “la tua bellezza e tenerezza: la bellezza splendore del tuo spirito, la tenerezza la veste nuziale dell’amore” tuo, Gesù: Sposo unico dell’umanità.

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  4. F

    NUVOLE
    Nuvole in un cielo azzurro si alzano dall’oscuro abisso del nulla e fanno sanguinare il cuore, eppure mi ero sentito “liberato dai legami di pesantezza e avevo la straordinaria voluttà che circola nei luoghi alti. Avevo dipinto a me stesso lo stato di un uomo in preda ad un sogno in una solitudine assoluta, con un immenso orizzonte e una larga luce diffusa. Un’immensità con il solo sfondo di se stessa.” (Baudelaire)
    Tu, “grembo del mio pensiero” eri l’assoluta solitudine a cui ancora per poco sarei sfuggito, rapito com’ero da Te, e “l’armatura mi stringeva” il cuore “come i giorni in cui hai perduto la sua voce e la carezza che ti dava la vita”.
    “Perderti è come perdere la speranza..
    ritrovarti e come sorgere dall’eterno peccato
    per vedere le falle della vita
    ma anche le tue mobili stelle:
    Dio di Amore”
    (Alda Merini)

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  5. pmartucci

    L’energia di chi è deluso, ma che non si abbandona allo scoraggiamento, guarda, immagina, intuisce oltre, respira in una forza che è un po’ inerzia, ma anche tenacia, ostinazione, per riuscire, costi quello che costi, a nuotare, magari nell’acqua fredda, sapendo l’inutilità di una armatura, che per quanto lucente e curata, porterebbe a fondo. L’amore ha già vinto, anche nella delusione, e rimane memoria di nuvole, di dolore, di paura. Riemergono come foto datate, diverse, mai riconosciute. Ma dietro, ad un passo, il sole.

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  6. dante

    nuvole …forse invito a ” Volare in Alto ” con la leggerezza di chi sente che la verità lo renderà libero.!

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