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da qui
Nel periodo che seguì la conversione, sentii crescere in me l’aspirazione a mettere il lavoro al servizio della Chiesa.
Non sapevo in che modo realizzarlo: chiesi a persone che potevano darmi informazioni, ma erano vie chiuse, e finii col rinunciare. Anni più tardi, cercando notizie per conto di un amico, scoprii un corso di specializzazione relativo alla mia categoria professionale: un’opera a supporto del clero. Provai una grande gioia, ancora più profonda nel momento in cui superai le selezioni e fui pronta a cominciare. Durò due anni, alla fine dei quali mi misi a lavorare. Il mio desiderio si andava realizzando: potevo conoscere quel mondo dal di dentro, specialmente sacerdoti e consacrati in crisi. La chiamata a offrire la vita in quel settore, dunque, s’inseriva in un percorso radicato. Nasceva dall’amore, che m’infuse il coraggio di dire il mio sì definitivo. Allora non avevo alcun dubbio che il disegno di Dio coincidesse con l’amore: ne facevo esperienza.
Perché, dunque, il cammino d’accompagnamento al sacerdote si rivelò così sofferto? Non avrebbe potuto consistere in un sostegno faticoso ma sereno? Ricordo una frase di un prete carismatico: Dio è amore, ma il suo amore è un fuoco che purifica. Era quello che accadeva a noi: un passaggio difficile di crescita e, nel suo caso, di liberazione da problemi col mondo femminile che incubava da tempo immemorabile.
Le intuizioni ricevute in preghiera proponevano spesso la domanda: cos’è per te l’amore? Lui si guardava dentro, per vedere che cosa vi leggesse. Scavava al di là delle emozioni più epidermiche, alla ricerca della fonte vitale da cui aveva assaporato la bellezza dell’amore vero.
Le e-mail parlavano più volte dell’amore, riferendosi a ciò che don Mario aveva avuto il merito grande d’intuire, oltre la scorza del playboy: il cuore del cuore, in cui ardeva il desiderio di donare, la volontà di ritrovarsi in una scelta e la certezza di portarla a compimento. Un motivo doveva pur esserci, se don Mario aveva sempre riposto in lui tanta fiducia.

Questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore cosí bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E’ tuo
E’ mio
E’ stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.
J. Prevert
“cos’è per te l’amore?”
una bella domanda. Ci sono le persone che rispondono- non credo nel amore, altri dicono- esiste solo nelle poesie, altri rispondono- quando mi sento…, quando mi da…, quando sono…. Ecco. L’amore per tanti si concentra sulla sua persona, questo che riceve.
Non so se ho mai sentito che qualcuno dicesse- amore è quando ti da la gioia vedere l’altro felice, amore è quando posso fare qualcosa per altro,…
Ma forse mi sbaglio.
“C’è bisogno di recuperare uno spirito contemplativo, perché l’amore di Dio riscaldi i nostri cuori.”
Papa Francesco
Amare e’ lasciarsi attraversare dal Bene , lasciare che il Bene da noi passi agli altri ,senza difese, senza chiedersi perche’, senza sentire il bisogno di chiedersi per chi.
L’Amore è un sentimento grande che solo chi lo possiede sa donarlo!
Dio è l’espressione più grande dell’Amore bisogna solo imparare da Lui .
Lasciarsi andare, per lasciarlo andare.
ernestina
Dio è amore, di un fuoco che purifica…..
(….)Allora il nostro stesso desiderio
avrà bruciato tutte le cose di prima
e la terra arderà dentro un unico incendio
e anche i cieli bruceranno
in quest’unico incendio
e anche noi, gli uomini,
saremo in quest’unico incendio
e invece di incenerire usciremo
nuovi come zaffiri
e avremo occhi di topazio:
quando appunto Egli dirà
“ecco, già nuove sono fatte tutte le cose”
allora canteremo
allora ameremo
allora allora…
(D.M.Turoldo)
…allora anche i motivi saranno chiari, semplici, in quella comprensione che si matura solo guardando indietro, ripercorrendo dall’alto tutti i sentieri tortuosi percorsi con tanta fatica.
AMORE
Amore è l’ Uomo crocefisso
fuori le porte della città santa
nelle tenebre e le rose di sangue.
Amore è la ferita del silenzio di Dio
e l’ultimo sospiro
ricreante l’universo.
La lancia spalanca
il segreto giardino dello Spirito
e scuote l’Amore:
gaudio del mattino
“e gloria serale”.
Don Mario sapeva leggeere nel cuore delle persone ,per questo sapeva guidarci .viveva d.amore per tutti noi!
“Dio è amore, ma il suo amore è un fuoco che purifica”
“quando da morte passerò alla vita,
sento già che dovrò darti ragione, Signore,
allora saprò la pazienza
con cui m’attendevi”
(David Maria Turoldo)
Penso che la serenità abbia in qualche modo a che fare con la fiducia che in ogni dolore c’è una gioia da scoprire. Ma la Pasqua passa dal Venerdì Santo, e ci sono cose che si comprendono con i passaggi di crescita, quando si rinasce con ali per volare in un territorio nuovo della vita, dove diventa bello andare oltre sé stessi, oltre il dolore, dove il bene è il “senza motivo”, ma moto che muove.