Katia Ciarrocchi e il blog dell’eternità

Katia Ciarrocchi
di Augusto Benemeglio

1.Katia: la conosco da anni, questa favolosa ragazza di Fermo dal bel volto ovale rinascimentale , che colleziona hobbies e illusioni: ha ideato un blog che è come la Mezquita di Cordova, o la Scala di seta di Giobbe, o il ritorno di Ulisse, gli esametri di Parmenide, il Timeo di Platone, l’usignolo di Ruth, ma anche Topolino, Cocco Bill e Qui Quo Qua , è il blog della “llaneza”, della semplicità e – insieme – dell’eternità. Si parla di libri, di lib(e)ri libri , si apre il cancello e si entra nel giardino con una devozione e con uno sguardo che interroga , che si fissa in altri sguardi , in immagini e parole che stanno già interamente nella nostra memoria, fin da quando eravamo bambini e qualcuno ci raccontava le fiabe.
Lei raccoglie tutte le favole del mondo, senza privilegi, in quegli scritti ci sono tutte le sue ansie e le sue debolezze: il suo scopo è quello di raggiungere il punto più alto, quello che forse ci darà il Cielo, ma non per avere ammirazioni o vittorie, solo per essere ammessi come parte di una Realtà innegabile a cui appartenere, come le pietre e gli alberi, come i castelli e i sogni. In questo suo blog c’è di tutto: attimi di cielo, feste postquaresimali, ali della mente, danze di dervisci , geometrie di luci, una carezza persa, Van Gogh che intinge il pennello nel proprio sangue, e dipinge tramonti e campi di girasoli, coi corvi in attesa della sua morte , degli ultimi respiri , ultimi attimi; click! , una foto , uno scatto rubato al tempo, e via, un viaggio verso l’eternità! Tanta gente che scrive , gente raffinata, o poeti da strapazzo, geni dello spirito o ciurmatori , non importa. Dalle “Confessioni” di Sant’Agostino alle “Mille e una notte”, si entra in quella zona in cui gli eventi generano se stessi .
La sua, dico quella di Katia, è un’idea-carezza , uno spazio-esperienza che cristallizza mille tempi diversi , e mondi, e materiali, e colori e incubi e mestieri diversi , è tutto un brulicare di fantasie , aranceti, croci, echi, spade spezzate, giostre dimenticate, mani che esplorano… Quando sei dentro il suo spazio , lo spazio che Katia ha aperto come una medium , una maga fachiresca con una tristezza dentro , ma quella bella, una tristezza che fa musica , che bisogna sentire e basta, non c’è niente da decifrare, quando sei dentro quella musica e quello spazio , piena di emozioni e di flashes, di viscere e di gesti senza gloria , tu sei dentro un sacco di parti , sei dentro l’immensa foresta dei suoi capelli neri, dove brulicano idee come farfalle , sei dentro un sacco di altre cose, sei come sgranato nel web, e nei secoli dei secoli. Amen.

2. Katia: è anni che la conosco, ma non l’ho mai vista di persona , né sentita. Non so com’è la sua voce, forse fioca, flebile, dolcissima, con un accento marchigiano, come quella di Giacomo Leopardi, che nacque lì a due passi da lei, il Saffo maschile che s’arrampica sulla rupe bianca di Recanati e si tuffa nell’Infinito . Forse la voce di Katia la troviamo nascosta tra i mille e mille libri che recensisce, basta fare silenzio ed eccola , tra Fata Morgana e la bionda Isotta , o è quella di una soprano che apre distese e riviere marine?; o quella di una mamma che racconta le fiabe al suo bambino, tra suoni d’arpa, di flauti e di violini che s’aprono ai paesaggi marchigiani.
Ma eccola, Katia, che brinda ai “Calici d’arte”, in una serata d’inverno sulle colline di Macerata, che scatta qualche flash , che non è lampo ma cometa , tutto in bianco e nero, un po’ sgranato, annebbiato , sembra uno di quei paesaggi nordici in cui la terra fuma e fa un freddo cane. C’è su quelle colline la casa degli uccelli , e la casa dei venti , il bosco della mascella e la canzone di lance…Ma ecco che , con l’arpa fanciulla , si scatenano i clarinetti, gli oboi e i violini che volano in alto, su , su come a costruire una cattedrale dentro alla moschea , con l’altare maggiore, il coro, l’organo, tutto, e d’intorno una foresta di colonne , uno spazio unico ritagliato via dal mondo, dove stanno mille facce di uno stesso Iddio , quello degli arabi, quello dei buddisti, quello degli africani, quello degli amazzonici, quello dei nordici, e tutt’intorno il vuoto, le geometrie ubriache del barocco , e poi , d’un tratto , ti trovi su un’astronave piena di libri che fanno rotta verso il favoloso passato del mondo della Luna , Cyrano , Atlantide, Saffo , il mare torbido di Leucade , Faone e l’amore perduto: “Se non mi puoi dare l’amore,/ Allora dammi la morte” Ma Katia non è Saffo, pur avendo una mela nel petto e una dura ghianda del pensiero sul destino dell’uomo: “Com’è gravoso il desiderio di durare/ quando si sa che nessun uomo/ sbarcherà in ere lontane/ le mie rimangono parole in partenza per il nulla/ che aspetta al varco”. Le parole si sfanno nell’aria e svaniscono, non vanno da nessuna parte. Occorre ricominciare dai precursori della parola , su fondamentali visibili, chiari, essenziali, occorre restituire alla parola la “perduta divinità”, la perduta magia, come diceva Borges.

3. Katia: è anni che la conosco, sempre gentile e disponibile, che tu abbia gloria o insuccesso, lei non rifiuta mai di accogliere il tuo sogno d’inchiostro e di parole nel seno del suo blog, è come un sogno di sughero che sigilla la vita di tanti scriba in una bottiglia di mare . Con lei molti fanno esperienza di scrittura e di vita. Il nostro è un favoloso dialogo di monosillabi, che dura da tanto. La barca continua ad essere il fragile incontro della parola con l’altrove: “Esiste un nero rilievo/ modellato nel tempo/ e abitato dalla parola/ suscitato dalla parola…
Ogni tanto la immagino , Katia, al pianoforte, che comincia a suonare Chopin , il più sentimentale , che però sembra Bach in uno sbandamento emotivo, oppure strimpella Schubert, il genio della nostalgia: “Ogni ricordo è un arcano/ il fagotto più sottile/ del sensibile, tocca l’istante/ vibra come cristallo”. I versi di Katia hanno un tempo andante, è il tempo del paradiso, e una sfumatura di sentimento, un’ombreggiatura di tenerezza e di mistero, il mistero che si fa nostalgia dell’assenza e non capisci più se è dolore o polvere senza peso. “Ma che importa!”, dice lei. …”Non voglio sprofondare insieme alle pareti che si sgretolano, mescolarsi alla polvere per essere aspirati dalle narici di qualcuno. Non voglio. Per troppo tempo sono stata funambolo sulla linea estrema, dove la polpa delle ombre, posava un velo sullo sguardo….E’ una notte di note sfiorate, quando l’alba mi sorprende a godere di un adagio appena accennato. (E’ affascinante assistere al mondo che si risveglia). So ancora fremere, nel cercarmi e trovarmi, dannatamente donna. Sono il risultato delle mie debolezze, e forse è vero, dovrei isolarmi dal mondo intero. Chissà che non sia, proprio oggi, il tempo di traslocare”.
No, Katia, ti preghiamo, ti invochiamo , non traslocare, non ci lasciare orfani, proprio adesso che fa notte – che fa preghiera, e si aprono le serrature del silenzio e appare tutta la mappa siderale del grande Libro dell’Universo che tutti gli altri contiene , cavallo di legno, rugiada della pena, drago dei cadaveri, serpenti dello scudo, terra del cigno, prato del gabbiano, lupo delle maree, e noi ci inginocchiamo in quello spazio immenso , fra l’ultimo rigo d’inchiostro e l’orlo del cominciamento, quando le spine dorsali ( dei libri) stanno tutte stese. Un luogo contiene mille luoghi: il non-luogo. E Tu, Katia, lo abiti, con tutta la tua generosa bellezza ( la bellezza è gratis e non s’incatena) , è la tua patria. Noi continueremo a vivere solo nel candore che deriva dalla pagina di un libro. L’uomo non esiste. Dio non esiste. Esiste solo il mondo attraverso Dio e l’uomo nel libro aperto. E quando – sul web – si parla di libri, si parla di te, Katia, della Maga del blog dell’Eternità.

Roma, 30 maggio 2014

5 pensieri su “Katia Ciarrocchi e il blog dell’eternità

  1. Doris Emilia Bragagnini

    Viene voglia di conoscerla Katia. Anche senza incontrarla o sentirne la voce, percependone l’essenziale che fa di lei quello che ha mosso questa bella pagina che Augusto le ha dedicato. Augusto ha avvicinato molte personalità eppure sempre riesce a scrivere di ciascuno in modo preciso ed esclusivo, attingendo alla sua sensibilità e pescando nel pozzo delle sue conoscenze letterarie, parte per un viaggio nuovo ogni volta. Questo permette di emozionarsi leggendo…

    Doris

    Rispondi
  2. augusto43

    Grazie a voi, care amiche. Anche Io aspetto ora che sia Katia, – che è molto pudica e schiva, ritrosissima – ,a denunciare la sua…ala di riserva , o magari tutte e due, perché per poter volare di qua’ e di la’ come fa lei ( ma l’avete visto il suo favoloso magico blog?) deve necessariamente avere qualcosa di extra.
    Un abbraccio.
    Augusto

    Rispondi
  3. Katia

    E’ una carezza questa tua dedica caro Augusto, riesci a penetrare l’animo umano estraendone l’essenza…
    Non saprò mai come ringraziarti per tutto questo.
    Grazie, sempre…

    Katia

    Rispondi
  4. augusto43

    Come rispondo sempre alle tue generose pubblicazioni ( qualunque sia l’articolo, anche se trattasi di pura… ferramenta), grazie a te, Katia, carissima.
    Un abbraccio forte.
    Augusto

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *