18. Amati

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La svolta spirituale era avvenuta: me lo sentivo, e le mail lo confermarono. Il Signore lavorava, trasformando il nostro cuore, sintonizzandolo ogni giorno di più col suo Progetto. Anche gli apparenti passi indietro erano scrolloni temporanei, che abbattevano i muri residui di separazione. Più si scendeva nel profondo, più diveniva necessaria una delicatezza nuova di gesti e di pensieri. Non era più ammessa l’approssimazione, che a volte dipendeva soltanto dallo stress, da una vita parrocchiale complessa e faticosa. Era chiaro che la Pasqua compariva in primo piano, ci invitava ad accogliere il sacrificio della volontà non come perdita o diminuzione, ma come epifania di orizzonti sconosciuti, scenari inediti di gran lunga più attraenti di quelli sperimentati fino allora. Era questo che mi dava forza, di fronte all’assedio di questuanti al limite della delinquenza, di beghe, apprensioni e controversie d’ogni ordine e grado. Stavo approdando alla tanto sospirata indipendenza dello Spirito, che non era cinismo o indifferenza, ma certezza che al di sotto delle acque agitate permanesse la calma inalterabile della pace di Dio. Erano queste le parole che tornavano ogni volta nelle mail: vi lascio la pace, vi do la mia pace, come se il massacro del venerdì e il silenzio del sabato santo fossero ancora travasati nell’aura rarefatta e luminosa dell’alba della domenica mattina, e lei si avvicinasse come un’altra Maddalena, per capire se il giardino del Risorto fosse l’Eden progettato per noi dai secoli dei secoli, come niente accadesse che non fosse previsto o prevedibile da un Dio che assisteva commosso all’agonia di un passero. E noi, che valevamo più di molti passeri, ci sentivamo amati come mai ci era accaduto nella vita.

11 pensieri su “18. Amati

  1. agnese

    Da soli, solo con le nostre forze e nostre idee facciamo troppi sbagli nella vita. Allora è giusto (si può dire neccessario) cercare aiuto e ascoltare lo Spirito.

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  2. F

    AMATI
    Questa è la gloria di Dio : l’Amore: -tutto sè Amore- perchè l’amore gli appartiene per natura come per natura gli appartiene la divinità.
    Credo che non meravigli tanto il mistero dell’amore trinitario quanto l’Amore che liberamente crea nel Vento: un firmamento di Spirito Santo nella bocca di Adamo, Amore increato che fa dire: “Tu mi amasti per primo perchè io non ero e Tu mi facesti” (S.Caterina)
    E io, precipitata come folgore dal tuo cielo, pure anelo a Te, Amore, voce dall’albero, “sanguinante in nuova vendemmia”, più eloquente di quella sugli abissi dell’origine, e nel tuo fulgido oggi, indefettibile.

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  3. robysda

    Sole, brilla adesso dentro al cuore,
    vento, porta via da me fatiche e cure!
    Gioia più profonda non conosco sulla terra,
    che l’essere per via nell’ampia vastità.
    Verso la pianura inizio il mio cammino,
    sole mi fiammeggi, acqua mi rinfreschi;
    per sentire la vita della nostra terra
    apro tutti i sensi in festa.
    Mi mostrerà ogni giorno nuovo,
    fratelli nuovi e nuovi amici,
    finché senza dolore ogni forza loderò,
    e di ogni stella sarò ospite e amico.
    (Hermann Hesse)

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  4. maria grazia

    ce lo ha insegnato Domma e continui sempre a ripetercelo che il Signore c’è sempre vicino tramite lo Spirito .talvolta però la mia Fede vacilla e diviene molto debole e annego !

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  5. robysda

    Bella questa delicatezza che si rende “necessaria “ nei gesti e nei pensieri, spesso all’ombra della timidezza, questa sconosciuta per i cuori induriti dalle sconfitte di realtà difficili, asfaltati dall’ignoranza o semplicemente lavorati dall’apparenza. Delicatezza nella vita e vita che si fa poesia, tutto davanti alla potenza dell’Amore ricevuto, regalo per l’altro.

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  6. Chiara

    ” me lo sentivo..” non importa che si chiami Amore, Divinita’, Natura ..a volte non c’e’ un termine adatto..bisogna starci, galleggiare in quel sentire…un guizzo ne saltera’ fuori..

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  7. pam

    “una delicatezza di gesti e di pensieri.”

    ..è vero, c’è un Eden sempre da scoprire, del quale accorgersene..

    CONSIDERO VALORE

    Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
    Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
    Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
    la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
    Considero valore quello che domani non varrà più niente
    e quello che oggi vale ancora poco.

    Considero valore tutte le ferite.
    Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
    tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
    provare gratitudine senza ricordare di che.

    Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
    qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
    Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
    la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

    Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
    Molti di questi valori non ho conosciuto.

    – Erri De Luca –

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  8. agnese

    “vi lascio la pace, vi do la mia pace”
    e noi viviamo in pace? o cerchiamo motivi per litigare, invidiare, odiare, gelosia…?!

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