35. Ripescare

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da qui

Quella mattina rilessi una mail che m’aveva inviato tempo prima.
Parlava del contegno da tenere in situazioni rischiose con le donne: per non cadere nel meccanismo automatico della seduzione, seppure impercettibile, avrei dovuto, pregando il Signore, concentrare l’attenzione sui processi interni che emergevano nel corpo, nel cuore e nella mente. Avrei compreso, così, le leve interiori dei comportamenti, gestendoli in modo più appropriato e scoprendo gli elementi che, combinandosi tra loro, innescavano la condotta seduttiva. Avrei preso coscienza delle tracce che gli incontri mi lasciavano dentro – emozioni, pensieri, sentimenti -, distinguendo il gioco e la gratificazione personale dal reale interesse e inquadrandone il genere preciso: carnale, intellettuale, spirituale. Avrei dovuto, insomma, pormi di fronte alle donne con attenzione al flusso di coscienza, distogliendomi dal dato di realtà di una presenza che, in maniera automatica, attirava in schemi mentali decisivi nelle dinamiche del mio problema. Entrarci dentro, portarli alla coscienza, avrebbe arrestato il loro automatismo, tipico dei processi inconsci.
Mi stupì ritrovarmi davanti a un messaggio come questo: mi accorsi di quanto il Signore avesse lavorato, nel frattempo; e compresi, nello stesso tempo, quanto fosse orribile l’abisso in cui satana m’aveva sprofondato, col suo armamentario di menzogne. Mi convinsi che Dio si può conoscere soltanto grazie a un’esperienza autentica della salvezza, altrimenti è accademia, finzione inutile e superstiziosa: la religione del Dio tappabuchi di cui avevo letto nelle pagine intense di Bonhoeffer. Alla domanda: mi ami tu? potevo rispondere anche io, come Simone di Giovanni: Signore, tu lo sai che ti amo, ricordi bene il baratro da cui sei venuto a ripescarmi.

10 pensieri su “35. Ripescare

  1. ema

    “che io vengo alla terra
    solo per il naufragio dei miei occhi di maschio
    nell’acqua infinita dei tuoi occhi di femmina”

    P. Neruda

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  2. agnese

    “Che ti amo Signore, non ho alcun dubbio; anzi ne sono certo. Con la tua parola hai toccato il mio cuore, e io ho cominciato ad amarti…”
    Agostino “Le Confesioni” 10,6

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  3. ema

    Chi sono?

    Chi sono? Spesso mi dicono
    che esco dalla mia cella
    sciolto e sereno e saldo
    come un signore dal suo castello

    Chi sono? Spesso mi dicono
    che parlo con i sorveglianti
    libero e cordiale e franco
    come se avessi da comandare.

    Chi sono? Mi dicono anche
    che i giorni porto della malasorte
    imperturbabile, sorridente e fiero,
    come chi è uso alle vittorie.

    Davvero sono quello che altri di me dicono?
    O son soltanto ciò che io stesso di me so?
    Inquieto, nostalgico, malato, come un uccello in gabbia,
    boccheggiante per un soffio di vita, come se mi strozzassero,
    affamato di fiori, di colori, cinguettii,
    assetato di buone parole, di calore umano,
    tremante d’ira per l’arbitrio e la minima offesa,
    tormentato dall’attesa di grandi cose,
    invano trepidante per amici a distanza infinita,
    stanco e troppo vuoto per pregare, per pensare, per fare,
    fiacco e pronto a dire addio a tutto?
    Chi sono? Questo o quello?
    Sono forse oggi questo e domani un altro?
    Sono entrambi al contempo? Dinanzi agli uomini un ipocrita
    e per me stesso un debole piagnucoloso degno di disprezzo?
    O forse ciò che è ancora in me assomiglia all’esercito in rotta
    che arretra confuso dinanzi a vittoria già ottenuta?

    Chi sono? Solitario porsi domande si fa beffe di me.
    Chiunque io sia, Tu mi conosci, Tuo sono, o Dio!

    Dietrich Bonhoeffer

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  4. F

    MI AMI TU?
    Perchè mi domandi, Signore, se ti amo, quando “per Te anche le tenebre sono luce”, Tu mi domandi, Amore, quello che già conosci.
    “Tu ricordi bene il baratro da cui sei venuto a ripescarmi” dove forse “anche lì, anche lì ti amai” in una nostalgia anche se ancora lontana dalla tua salvezza, Tu il Santo vicino alla mia corruzione,amico delle confidenze uniche, amante appassionato così lungamente ignorato, Amore che ha tradito se stesso per me, che “si fatto trovare da che non lo cercava”, folgorando il cuore e dando principio al mio desiderio.
    Mi chiedi, eternità d’Amore, se ti amo: allontanati da me perchè peccato, come posso dire : ti amo a Colui che ho trafitto! tremo perchè tutto sconfessa quello che sale sulle mie labbra, raccogli Tu, clemenza dolce , il mio misero: ti voglio bene.

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  5. F

    “IO SONO”

    ( Epifania sul mare di Galilea)
    (Pensieri sull’omelia di domenica di d.Fabrizio)

    Il tuo nome, Signore, è: “Io Sono”, perchè sei l’essere “che è la prima perfezione che ti distingue radicalmente dalle creature”e Tu, che cammini sulle acque, non sei solo il più bello tra i figli dell’uomo, ma anche la divinità incarnata che dice: “Io sono” e a Pietro: vieni, e il pescatore cammina sulle acque, che affondi è solo accidentale alla sua poca fede, non difetto della tua onnipotenza, e Pietro lo sa come pure gli altri che ti confessano: “davvero Tu sei il Figlio di Dio” e si prostrano, adorandoti.
    L’adorazione ti compete, ammirabile Dio, anche se non chiedi di essere adorato, ma amato, e vuoi reciprocità d’amore e, Tu che sei Amore che ama per primo, stretto dalla necessità di amare divinamente, sei l’Amore non amato.
    La somma grazia di amarti è dono che scende da Te ed è quella che chiedo, e quando chiedo l’amore, a Te che sei l’Amore, chiedo Te, allora, dammi Te.

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  6. agnese

    Ricordo un discorso: una volta una donna ha detto a sua amica-io non so pregare; e lei ha risposto-perché tu stai bene, non ti manca niente, non hai problemi e di che cosa vuoi pregare?
    E’ vero?!
    Noi umani sappiamo soltanto chiedere Dio in momenti difficili; vogliamo ricevere, e se Dio non esprime nostri desideri si giriamo con le spalle dicendo che Dio non esiste o Dio non è buono.
    A noi umani viene difficile pregare dicendo: Dio, Ti ringrazio di tutto, che io e mia famiglia stiamo bene, Ti ringrazio.
    Ringraziare a Dio di ogni giorno vissuto non ci passa proprio per la mente, sappiamo solo chiedere per ricevere.

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  7. gum

    @ Agnese
    Brava Agnese!
    Con Lui ami la vita in tutti i suoi aspetti con Lui fai l’esperienza autentica che ti fa uscire dagli schemi e quindi Lo ami.

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