2. Il punto di partenza

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Da dove cominciare? Dalla vita. C’è un’espressione divenuta invisa al grande pubblico: valori non negoziabili; si pensa subito a un diktat della Chiesa, un modo per imporre volontà retrograde alla società civile, finalmente emancipata da cilici e catene d’altri tempi. Eppure, la vita, è necessariamente il punto di partenza d’ogni discorso sensato sui valori. Se manca il rispetto del dato elementare, dell’esserci tout court, tutto il resto si riduce a un castello di carte destinato a crollare al primo vento. Il vangelo di Giovanni è il testo dove più chiaramente si afferma il volere di Dio su questo tema: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Sono giorni in cui assistiamo a violenze d’ogni tipo: da quelle nel mondo famigliare, in cui attriti o depressioni croniche spingono a omicidi-suicidi di cui non si vede più la fine, alle sommarie esecuzioni esibite come orribili puntate di un macabro spettacolo. Di fronte all’estrema negazione dell’essere dell’altro se ne avverte più immediatamente il valore inestimabile: l’orrore suscitato da immagini ormai entrate nell’inconscio collettivo mostra come un simile sistema non possa illudersi di reggere nel tempo. Già il libro del Deuteronomio metteva di fronte a una scelta radicale: “io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male” (Dt 30,15). E’ sulla lama di rasoio di questa alternativa che la nostra esistenza può prendere un corso o quello opposto: il progetto originario, nelle fonti giudaico-cristiane, non era drammatico o sinistro, ma puro e luminoso, anche se l’uomo lo manipola in un modo che ancora il vangelo di Giovanni stigmatizza in un versetto lapidario: “la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta”. (Gv 1,5). Gli esegeti sono inclini, oggi, a tradurre: “le tenebre non l’hanno vinta”. La vita è più forte della morte: solo da una simile certezza un dialogo sull’uomo potrà credibilmente cominciare.

14 pensieri su “2. Il punto di partenza

  1. Clown: opinioni

    Condivido l’assunto dell’ultimo periodo: la vita è più forte della morte e da questo punto di partenza si può iniziare a discutere.
    Tuttavia, a proposito dell’interpretazione del versetto del Vangelo di Giovanni, a mio parere il vero termine da reinterpretare dovrebbe essere quel MA, da trasformare in PERCHE’ (“la luce splende nelle tenebre, PERCHE’ le tenebre non l’hanno vinta”). Se si mantiene il MA, pur affermando comunque la vittoria della luce, si vuole in effetti porre in risalto proprio il suo mancato ACCOGLIMENTO da parte delle tenebre, cosicché sembrerebbe più corretta la precedente interpretazione. Non so se sia importante tale precisazione lessicale che però, forse, ci dice che le tenebre non si vincono, possono solo ritirarsi, sempre pronte a tornare alla carica.

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  2. agnese

    “Sulla vostra ira non dovrebbe tramontare il sole”, ha detto san Paolo. E sì, perché la rabbia, cattiverie porta a fare il male, e il male viene dal diavolo. E se noi ci permettiamo che la rabbia guida noi, permettiamo che diavolo domina.

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  3. agnese

    “Chiunque segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita,” ( Gv 8,12)
    è così facile e così bello.
    Nel Dio c’è l’Amore, c’è la vita vera.

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  4. agnese

    “Preghiamo per la pace, e cerchiamo di costruirla, incominciando da casa!” ha detto Papa Francesco
    cominciamo costruire mondo migliore cominciando da noi stessi, dalla nostra famiglia, amici,…
    Non è necessario aspettare grandi occasioni per fare grande cose, ogni goccia d’amore è importante. E infatti san Francesco d’Assisi ha detto:
    ” Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprende a fare l’impossibile!”

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  5. Clown: opinioni

    Brava Agnese, belle le frasi dei due Francesco.

    C’è un altro Francesco, anche lui a modo suo importante, che ha detto: “arriveremo sempre secondi”. Ma era solo un momento di sconforto… le tenebre non vinceranno.

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  6. Ernesta Scappaticci

    “Da dove cominciare? Dalla vita…”
    “Sarà la rinascita
    se più non saremo
    spettatori del mondo
    dagli occhi di pietra,
    ma l’abbracceremo
    con gli occhi dell’amore,
    se andremo incontro
    alle creature
    con il sole nell’anima,
    se scioglieremo
    anche il più piccolo nodo
    che è in noi
    sprigionando il cuore
    quale mina vagante
    di pace.
    Rossana Mezzabarba Nicolai.

    I Volti dell’amore .

    Ho scritto questa poesia, non solo per commentare, ma per raccontare la storia di questo mio incontro con la poetessa.
    Mi trovavo a Torino e stavo passeggiando per riprendermi un po’,
    quando una signora mi si avvicinò per chiedermi come stavo.
    Ovviamente le chiesi come potesse aver capito il mio stato d’animo solo vedendomi camminare, e lei mi rispose così: ” L’ho capito dalla
    sua testa china, chi cammina così, mi disse, è chiusa nel suo mondo , e non vede nient’altro che i propri dolori.
    Io scrivo poesie da molto, e tutti i miei simili sono per me amore
    e motivo per consolare o per essere consolata, i nostri stati d’animo sono un regalo grande che Dio ci ha dato per aprirci alla vita coi nostri simili”
    Aveva con se un piccolo libro di poesie che mi regalò, poi mi salutò augurandomi di aprirmi alla vita per stare meglio con me stessa e con gli altri: ecco il dono che ci fa Dio tutti i giorni e che noi non sempre apprezziamo soprattutto per il nostro grande egoismo!
    Mi scuso se ho fatto qualche errore di grammatica! Anzi se mi vorrete correggere ne sarò lieta.

    Un abbraccio sempre e comunque al nostro scrittore che ci da l’opportunità di migliorare. ” Potrà questa bellezza rovesciare il mondo ?”

    un abbraccio a tutti coloro che in questo momento stanno vivendo un dramma così grande.

    ernestina.

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  7. agnese

    @ Ernestina
    grazie, resta sempre con noi e vedrai che la vita si migliora, almeno nostro sguardo per vedere la vita migliore, che è una cosa importante
    un abbraccio forte, coraggio!

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  8. F

    “Io sono venuto perchè abbiano la vita e l’abbiano in sovrabbondanza” (Gv.10,10)

    “L’incarnazione non è solo il movimento dell’aternità al tempo, ma anche l’altrimenti impensabile possibilità del movimento opposto, quello capace di portare nel cuore di Dio il dolore e la morte degli uomini, le stagioni del tempo e le contraddizioni della storia”.

    (Bruno Forte, arcivescovo)

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