[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=wGb0j-xUd-Q]
da qui
La scienza, oggi, consente di parlare della vita in maniera più fondata rispetto a coloro che ci hanno preceduto. La genetica comportamentale, per esempio, studia il modo in cui i geni influenzano il comportamento umano, partecipando ai processi biologici maggiori.
Gli studi di mappatura si sviluppano a ritmo incalzante, ma la lezione principale, già evidente, è che i geni veicolano vita senza tuttavia determinarla. La genetica non arriva a cancellare le capacità di riflessione, di scelta, di valutazione, affidate alla nostra gestione personale. La coscienza, sede di tali abilità, si forma in un processo di crescita graduale, strettamente legato ai rapporti e alla loro qualità. Una grande varietà di studi mostra che il giusto atteggiamento di coloro che accudiscono il bambino è condizione necessaria per lo sviluppo sano della personalità e delle risorse cognitive. In caso contrario, l’integrazione rischia di fallire, con disturbi di diversa gravità.
Se il bambino, insomma, con tutto il suo bagaglio genetico, non incontra dall’inizio l’accoglienza e l’empatia che gli sono necessarie, ne sentirà gli strascichi fino all’età adulta.
E’ un dato dimostrato da studi clinici e sperimentali innumerevoli, in cui concordano i diversi orientamenti teorici esistenti.
La vita si fonda su queste dimensioni, che dunque si rivelano valori assoluti: il bambino che non riesce a fruirne pienamente, dovrà accorgersi presto delle conseguenze.
Chi si affaccia alla vita fa esperienza di un bene oggettivo e degli effetti negativi dell’assenza.
Buono, vero, bello si fondono – per il bambino – in un’unica realtà, che gli dà vita e lo fa crescere, lo fa stare bene.
Cosa rimane, di tutto questo, nella vita adulta? Cosa resta di queste dimensioni così oggettive nella nostra infanzia, e che sembrano poi disintegrarsi in opinioni soggettive sul buono, il bello e il vero?
UN’attenta riflessione sui valori non negoziabili, costituirà la base di partenza per una verifica su questi temi, all’interno di un mondo che Baumann ha definito “società liquida”, proprio per l’assenza di punti fissi di riferimento.

Ho rubato nel campo del sonno
i germogli dei sogni nascenti
le storie ascoltate da piccolo
il mantello dell’orco cattivo
Lorenzo Poggi
Se c’è un qualche cosa che vogliamo cambiare nel bambino,
prima dovremmo esaminarlo bene e vedere se
non è un qualche cosa che faremmo meglio
a cambiare in noi stessi
Carl Gustav Jung
LA COSCIENZA
Hai fatto di me, Signore una meraviglia stupenda, creatura capace di pensiero, cioè coscienza, che si affanna di Te: “l’Essere, la Verità, l’Amore”, che ti cerca, che è attratta senza difese, che a Te anela, chiarità di fuoco, richiamo connaturato nel sacraro dell’anima che tenta l’inesorabile dolcissimo ritorno.
La coscienza di Te è maturata attraverso la contemplazione “degli esseri mutabili al tuo Essere immutabile”, e poi nella forza della tua rivelazione, “Gesù, accordo dei mondi”, perchè sei venuto e hai testimoniate Te stesso e ora l’anima mia rimane attaccata dietro di Te, che fai di Te, trasparenza divina, il mio desiderio.
Che cresca nella coscienza dell’Amore che sei, in Te riceve senso il mio essere, e Te ami, in spirito e verità.
Fiore in un muro screpolato,
Ti strappo dalle fessure,
Ti tengo qui, radici e tutto, nella mano,
Piccolo fiore- ma se potessi capire
Che cosa sei, radici e tutto , e tutto in tutto,
Saprei che cosa è Dio e cosa è l’uomo.
Tennyson
“L’uomo è dotato di ragione; è conscio di se stesso, della propria individualità, del passato, delle possibilità future. Questa coscienza di se stesso come entità separata, la consapevolezza della propria breve vita, del fatto che è nato senza volerlo e contro la propria volontà morirà; che morirà prima di quelli che ama, o che essi moriranno prima di lui, il senso di solitudine, d’impotenza di fronte alle forze della natura e della società, gli rendono insopportabile l’esistenza. Diventerebbe pazzo, se non riuscisse a rompere l’isolamento, a unirsi agli altri uomini, al mondo esterno.”
Erich Fromm/ “L’atre di Amare”
“Non ci sono errori né coincidenze. Tutti gli eventi sono doni del cielo offerti a noi per imparare qualcosa.”
Elisabeth Kubler- Ross
“L’estrema importanza assunta oggi dalle relazioni umane e dai modi di considerarle e di instaurarle ci obbliga a ripetere la nostra riflessione sulla carita’ verso il prossimo, ben sapendo che la carita’ ,cioe’ l’amore soprannaturale di Dio per noi, quale ci e’ stato rivelato da Crristo e rappresentato con l’effusione dello SpiritoSanto, rappresenta il valore centrale della nostra religione” Sono parole di Paolo VI che domenica sara’ BEATO con mia grande gioia per l’esempio che mi ha fornito in vita e di cui voglio rendere grazie con questo picccolo contributo alla Sua grandezza.
Si è giunti ormai alla conclusione che sia i geni sia l’ambiente partecipano nel determinare le fasi di crescita che danno forma all’individuo adulto.
Il genio di Mozart, che ci accompagna nella lettura di questo romanzo, aveva certamente una predisposizione genetica nei confronti della musica, che tuttavia non avrebbe potuto esprimersi o proprio manifestarsi se non si fosse trovato in un contesto storico-familiare favorevole per le esperienze musicali.
Un ragazzo caduto nella tossicodipendenza, avrà subìto certamente l’enorme influenza negativa del contesto ambientale nel quale è cresciuto, ma sarà il differente patrimonio genetico a spiegare perché uno stesso ragazzo, nel medesimo contesto, riesca invece a non abbandonarsi allo stesso destino.
I fattori genetici e quelli ambientali, dunque, interagiscono fra loro e lo fanno a tal punto da potersi modificare a vicenda.
Una persona timida tenderà a vivere in un ambiente poco stimolante e ad isolarsi, cosicché la predisposizione genetica di quell’individuo finirà con l’influenzare, fino a modificare, il suo contesto ambientale.
Ma anche l’ambiente può arrivare a modificare, non la struttura, ma l’espressione del DNA. E’ dimostrato che traumi precoci modifichino l’espressione genetica in modo tale da rendere l’asse più reattivo quando i soggetti sono esposti a eventi stressanti, creando così una vulnerabilità verso la psicopatologia.
La sovrapposizione o meno di determinati assetti genetici e specifiche condizioni ambientali, pertanto, può determinare non solo una semplice interazione dei due fattori, ma un’importante influenza diretta reciproca.
Nello specifico della prima infanzia, vi è poi da dire che le stimolazioni prodotte dalle esperienze del bambino provocano un’attività neuronale, facendo sì che un preciso schema di connessioni tra cellule nervose sia selezionato per far parte del futuro cervello adulto. Gli altri schemi neuronali non stimolati vengono persi con la crescita (fenomeno chiamato pruning, potatura). Una volta terminato il periodo critico, che ha una durata diversa per le diverse funzioni, l’esperienza non ha più lo stesso effetto. Quindi, se i circuiti cerebrali non sono stati indotti o stimolati in modo appropriato durante queste finestre di opportunità, è molto difficile recuperare in seguito.
Tutto ciò per dire che trovo particolarmente importante (nel senso di corretto, maturo, appropriato), volendo parlare di temi come valori non negoziabili, “società liquida”, assenza di punti fissi di riferimento, partire dall’analisi del nostro patrimonio genetico e di un organo spesso trascurato come il nostro cervello, anziché limitarci, come avviene molto spesso, all’immagine superficiale del cuore, in tutte le sue gradazioni; dall’averne uno grande al non averlo proprio.
Sapere quanto la mente umana possa essere uno strumento potentissimo e, al tempo stesso, estremamente fragile, specialmente nel delicato periodo dell’infanzia, partire da questa base, aiuta molto la comprensione di tanti fenomeni sociali del passato, di oggi e del futuro.
(alcuni concetti sono tratti dalla voce “Sviluppo del comportamento”, di Igor Branchi, del sito Treccani.it)
Ogni uno di noi piace fare le sue esperienze nella vita; ha una idea, un modello di vita, va avanti, sbaglia, cade, si alza, va avanti…
Come siamo sta nel nostro DNA, ma tanti dicono, che tutto dipende da qual ambiente ti trovi. Si sembrano regole ben precise, ma ci stanno anche eccezioni dalle regole.
Noi umani vogliamo sempre capire tutto, in modo scientifico, logico,…; ogni cosa deve avere sua spiegazione. E’ giusto. Per questo siamo dotati al cervello, per capire e migliorare la vita.
A me piaceva sempre leggere libri del segreti dalla vita, le cose strane che non si può spiegare in nessun modo, dove ci stanno tanti ipotesi ma nessuna certezza.
La vita, in fondo, è misteriosa.