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“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”, scrive Dante nel XXVI canto dell’ Inferno, dove riflette sull’ingegno e sul suo impiego: è un dono di Dio, ma il desiderio di sapere può anche trascinare al fallimento, se non lo guida la virtù cristiana. I valori orientano le scelte, dicevamo a proposito della coscienza, e ciò a prescindere da qualunque credo religioso. Sono qualcosa che categorizziamo come “bene”: si presenta come quanto vi sia di più desiderabile, il fine ultimo dell’ esistenza. Fin qui l’aspetto “etico”; ma nel pensiero filosofico si è affacciato anche un senso ontologico con Platone e i successori, che equiparano il buono, il bello e il vero. Tale concetto è stato assunto, poi, dal cristianesimo, sensibile ai valori di accettazione ed accoglienza, e dunque predisposto a cogliere la dinamica complessa, e a volte incongrua, degli attributi dell’essere già nell’esperienza del bambino. È facile vederlo arrabbiato, sui tre anni, apostrofare la madre con un imprevedibile “sei brutta!”, lasciando esplodere un grumo di emozioni ben lontane dalla lunghezza d’onda della bontà e della bellezza. Più complesso è il discorso sul vero. Disponiamo di molti studi clinici che illustrano le conseguenze psicologiche delle non-verità che i grandi comunicano ai piccoli, magari a fin di bene, per proteggerli dalla sofferenza. I bambini percepiscono le reazioni emotive degli adulti attraverso il linguaggio non verbale, e si trovano a disagio: avvertono qualcosa che non va, si accorgono che le uniche fonti autorevoli in grado di aiutarli manifestano una realtà distante da quella che intuiscono. Siccome il bambino non può fare a meno di cercare un senso, attribuisce a se stesso l’incoerenza degli adulti, sviluppando sensi di colpa che durano nel tempo. Se la bugia diventa abituale, i danni saranno più profondi, fino a forme di dissociazione.
Ancora una volta, il mondo infantile ci svela qualcosa d’importante sulle nostre radici; le memorie di esperienze risalenti a quell’età divengono parte dell’inconscio e influenzano Il resto della vita.

Quel che ho scritto di noi e’ tutta una bugia
E’ la mia nostalgia cresciuta sul ramo inaccessibile
e’ la mia sete tirata dal pozzo dei miei sogni
e’ il disegno tracciato su un raggio di sole
quel che ho scritto di noi e’ tutta la verita’
e’ la tua grazia cesta colma di frutti rovesciata sull’erba
e’ la tua assenza quando divento l’ultima luce all’angolo della via
e’ la mia gelosia quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
e’ la mia felicita fiume soleggiato che irrompe sulle dighe
quello che ho scritto di noi e’ tutta una bugia
quello che ho scritto di noi e’ tutta verità
Nazim Hikmet
Non si scopre la verità: la si crea.
Antoine de Saint-Exupéry
BUONO- BELLO- VERO è l’Assoluto: divinità in fiore trinitario, che chiama alla sua comunione, e ansia nell’uomo al richiamo dell’Essere: scaturigine del suo esistere.
Tu, Amore, che ha in sè la sua compiutezza e nessuno sapeva dirci le tue parole se non il Figlio, Lui hai inviato “profeta di celesti messaggi”, “Cristo, che ha portato alla coscienza l’immenso orizzonte in cui l’amore di Dio, l’invisibile e l’amore del prossimo visibile, si unificano” (Vannucci) perchè tutti siano tutt’uno in Te: Bontà, Bellezza, Verità: fontana di gioia riversata sull’uomo.
Allora Gesù li fece venire avanti e disse:” Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.
In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà”.
“Ancora una volta, il mondo infantile ci svela qualcosa d’importante sulle nostre radici” cristiane, Gesù ci spiega qui come si arrivi a Lui guardando attraverso gli occhi del bambino che c’è in noi.
ernestina.
Il mondo del bambino, dove tutto è così semplice: brutto- bello, ha lo stesso significato: male- bene; il male è brutto, il bene è bello.
Si sembra che bambino capisce meglio di noi, le sue espressioni sono più semplici, senza usare “giochetti”, senza invidie, cattiverie, vendette.
Per questo Gesù ripete spesso: dovete diventare come questo bambino- sincero, aperto, senza falsità.
“I valori orientano le scelte”
Socrate diceva che per uomo esiste solo un bene, sapienza, e solo un male, ignoranza.
Sapienza aiuta non solo conoscere ma anche impara a dividere il male dal bene, aiuta capire la verità dal falso, aiuta non cadere nel primo inganno.
Ma, la sapienza con il cuore puro, senza malvagi.
a fin di bene
Stai a vedere che il troppo amore a volte sbaglia. Ti soffoca, ti lega e se poco poco hai un carattere un po’ meno esuberante, ecco che si aprono le porte di un labirinto senza uscita, dal quale, forse, “non vuoi” nemmeno uscire. La protezione, diventa quindi, una sorta di dipendenza da cui iniziano viaggi carichi di incertezze, abbracci cercati e respinti, incanalati in un vortice che spesso trasforma il non poter essere in un pesante senso di colpa, piuttosto che il dover dire no- soltanto in casi eccezionali! – in un disastroso atto di egoismo.