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Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda: “Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale deve obbedire e la cui voce, che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, chiaramente parla alle orecchie del cuore […] L’importante, per ciascuno, è di essere sufficientemente presente a se stesso al fine di sentire e seguire la voce della propria coscienza. Tale ricerca di interiorità è quanto mai necessaria per il fatto che la vita spesso ci mette in condizione di sottrarci a ogni riflessione, esame o introspezione”. Si afferma inoltre che la coscienza morale è un giudizio della ragione che fa assumere la responsabilità dei propri atti e dev’essere educato, in un cammino che non conosce interruzioni: vi è coinvolta l’intera persona, nella sua dimensione razionale ed emotiva. La funzione delle emozioni è ormai appurato: sono fonti d’informazioni inesauribili su noi stessi e sugli altri; l’empatia, per esempio, si fonda sulla comprensione degli stati d’animo di coloro con cui entriamo in contatto, così come la conoscenza di sé non può prescindere dall’accoglienza e la decifrazione della propria realtà emozionale.
E’ impossibile parlare di coscienza senza evocare anche l’inconscio. Nel citato Catechismo si trovano espressioni come queste: “essere sufficientemente presente a se stesso”. Si pone l’accento su uno stato di coscienza sano e illuminato, in grado di decidere in modo responsabile: una concezione ottimistica di cui si potrebbe dubitare, di fronte a certi drammi della vita quotidiana. Il riferimento al ruolo dell’educazione mette in evidenza, tuttavia, il processo di crescita dell’individuo, la sua maturazione, in armonia con le teorie psicologiche che intendono la vita come uno sviluppo progressivo.
Resta il mistero della legge scritta nel cuore, che chiama ad amare e a fare il bene: forse l’eco dei famosi (famigerati, per qualcuno) valori non negoziabili, di cui il bambino fa esperienza sia che ne abbia avuto beneficio sia che sia stato costretto a farne a meno?

«PORRO’ LA MIA LEGGE NEL LORO ANIMO E LA SCRIVERO’ SUL LORO CUORE” (Gr 31, 33).
LA VITA COME SVOLUPPO PROGRESSIVO
La vita, come sviluppo progressivo nel senso psichico, è anche impresa spirituale perchè: naviga l’anima verso frontiere celesti.
Questo stato di perfezionabilità è legato alla natura limitata dell’uomo, Dio, nella sua pienezza d’essere, non è perfettibile. Noi respiriamo il sospiro di Dio per il semplice fatto di esistere, e portiamo interiormente una vocazione alla santificazione.
E mentre Tu, Amore, chiami ad un Amore totalizzante noi siamo sulle “strade ferme nel sogno” divino. Come si vorrebbe aver sempre posseduto questa pienezza nella nostalgia del giardino perduto e nella luce del tuo cielo abitato dai giusti portati alla perfezione!
Siamo per un ritorno al tuo paradiso, Padre, mentre si sbriciola il tempo nella tua eternità e quante passioni sulle “riviere incantate”, ma “a chi cerca e bussa con fedeltà alle volte è dato di trovarsi là all’improvviso”.
Siate santi perchè Io sono Santo: santi nel corpo: di “questo corpo che si scioglie nell’arsura” e santi nello spirito: tuo dolce respiro, l’intera persona nella sua “pena d’essere amata”, in balia della tua luce.
“La carità deve promuovere tutte le nostre azioni. Non si tratta di voler fare mondo “su misura”, ma si tratta di amarlo.”
Benedetto XVI
L’eco dei valori. Una sorta di musica dolce o stonata, che va e viene da un’anima trafelata, in cui i mattoni sono sogni, immagini, realtà difficili, vita di ogni giorno, tutto perfettamente sovrapposto, difficile da districare. Impatto col mondo, dolcezza, presunzione, desiderio, avversione al cambiamento. Solo l’amore può.
“Resta il mistero della legge scritta nel cuore, che chiama ad amare e a fare il bene.”
Nella Bibbia, quando si parla di cuore si intende la parte più intima e spirituale dell’uomo, in particolare la sua coscienza.
Giovanni Paolo II
Non aver paura.
Pensieri per la vita.
ernestina.
grazie sempre di aver cura del nostro cuore e della nostra anima.
“Per andare avanti nella vita spirituale si deve combattere. Non è un semplice scontro,no, è un combattimento continuo. Tre sono nemici della vita cristiana: il demonio, il mondo e la carne che sono le ferite del peccato originale. La salvezza che ci dà Gesù è gratuita, ma siamo chiamati a difenderla. Da che devo difendermi? Cosa devo fare? “Indossare l’armatura di Dio”, ci dice Paolo, per resistere alle insidie del diavolo. Ma a questa generazione- a tante altre- hanno fatto credere che il diavolo fosse un mito, una figura, un’idea, l’idea del male. Ma il diavolo esiste e noi dobbiamo lottare contro lui.”
Papa Francesco