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Il senso del bello è tra i valori fondamentali presenti dalla prima infanzia: non c’è bisogno di dimostrare la sua forza di attrazione, perché è evidente l’influenza esercitata sulle azioni, i pensieri, i sentimenti; il tema è stato ampiamente dibattuto, nel corso dei secoli, in diverse discipline.
Per Platone l’uomo, finito e imperfetto, cerca nel bello di soddisfare il suo desiderio d’immortalità e d’infinitezza. Aristotele elaborò alcune leggi per configurarne la natura e i rapporti che ne stanno a fondamento. Nel Medio Evo si fa strada una concezione di bellezza come concordia di parti discordanti, piegate a formare unità organiche ed armoniche. Alcuni matematici formularono leggi definite poi segmenti aurei, secondo cui le forme dei monumenti egizi e greci – tra cui il Partenone – rispettavano precise progressioni geometriche: i progetti si servivano di relazioni numeriche incarnate in tratti di straordinaria perfezione. L’osservatore avverte un senso di benessere e di serenità, percependo l’equilibrio mirabile delle leggi matematiche da cui sono scaturiti.
L’arte ha espressioni infinite e attinge a criteri soggettivi intraducibili in formule schematiche, ma la percezione del fruitore corrisponde a criteri decifrabili. Oggi, infatti, sulla base dell’idea junghiana d’inconscio collettivo, si ammette l’esistenza di archetipi e simboli operanti nell’opera d’arte e presenti sia nell’artista sia nell’inconscio dell’utente. Il senso del bello è relativo alla cultura a cui appartiene, ai canoni trasmessi dall’infanzia, ma esistono modelli comuni a vaste aree di popolazione. Il principio si conferma di fronte agli spettacoli della natura: la meraviglia e lo stupore che essa suscita, con venature di trascendenza e di mistero, è presente ad ogni coordinata culturale.
Ecco perché la scoperta dell’inconscio collettivo, serbatoio delle memorie dell’intera umanità, potrebbe ampliarsi e approfondirsi nell’idea di un inconscio spirituale, che superi i confini dell’Io e colleghi popoli e individui in trame a cui la bellezza darebbe un contributo decisivo.

La vostra visione apparirà più chiara soltanto quando guarderete nel vostro cuore.
Chi guarda l’esterno, sogna. Chi guarda all’interno si sveglia.
(Carlo Gustav Jung)
molto interessante, Fabry, grazie assai
bello. bello davvero.
“Potrebbe sembrare strano che Dio ci comandi di fargli delle richieste quando egli conosce, prima ancora che glielo domandiamo, quello che ci è necessario. Dobbiamo però riflettere che a lui non importa tanto la manifestazione del nostro desiderio, cosa che egli conosce molto bene, ma piuttosto che questo desiderio si ravvivi in noi mediante la domanda perché possiamo ottenere ciò che egli è già disposto a concederci.”
S. Agostino
“Un cuore riconoscente non è solo la più grande virtù, ma la madre di tutte le virtù.”
Cicerone
“Le parole gentili possono essere brevi e facili da dire, ma il loro eco è davvero infinito.”
Madre Teresa
“A volte la nostra luce si spegne e viene riaccesa dalla scintilla di un’altra persona. Ciascuno di noi ha motivo di pensare con profonda gratitudine a coloro che hanno acceso la fiamma dentro di noi.”
Albert Schweitzer
” la meraviglia e lo stupore che essa suscita, con venature di trascendenza e di mistero, è presente ad ogni coordinata culturale.”
Poesia Turca- Nazim Hikmet
Il più bello dei mari
è quello che non ho navigato
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non lo abbiamo ancora vissuto.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.
voglio essere tuo fratello
Il fratello bianco, quello nero,
quello giallo, poi ci prenderemmo
per mano per dirci quello che
non ti ho ancora detto
Ti Amo.
ernestina.
sarebbe bello!
tutto riconduce alla madre Grecia, buono è bello
e il bello è forte!