I mercanti nel tempio

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da qui

Sono convinti che non siamo capaci di pensare, che ormai ci hanno ridotto a macchine, automi, pronti a obbedire al dio mercato. Evaporati i valori, non si crede a niente, tutto è rimesso in discussione, eccetto il dio mercato, che pretende fede, né ammette obiezioni. L’antidoto è uno solo: pensare, rendersi conto delle realtà in cui Dio – quello in cui non crede più nessuno – si comunica ancora: il bello, il buono, il vero. Ha ragione Dostoevskij: la bellezza può salvare il mondo, il bene lo rimette in sesto, il vero ricupera il mistero in cui troviamo la nostra identità. Rinunciate al mercato e a tutte le sue seduzioni? Credete alla gratuità della vita? Ripartiamo da qui: cacciamo i mercanti dal tempio, facciamogli capire che non hanno vinto.

11 pensieri su “I mercanti nel tempio

  1. lalunasottocasa

    Salve poeti! 🙂 Nell’augurarvi una buona giornata, vorrei invitarvi a dare un’occhiata alla nuova pagina del mio blog, quella che si intitola “Poetando”. Potete parteciparvi direttamente 🙂

    Complimenti per i vostri scritti..

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  2. Giulia Basile

    GRANDE FABRIZIO! queste tue parole dovremmo scriverle in ogni luogo pubblico, su ogni cartello autostradale, in ogni super-mercato e stadio e palazzetti dello sport e ogni tipo di segnaletica… perché quando lo diciamo noi, in pochi, il risultato è che ci credono una vox clamans in deserto. Un abbraccio

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  3. F

    “La bellezza può salvare il mondo
    il bene lo rimette in sesto
    il vero ricupera il mistero della nostra identità”.
    (Fabrizio Centofanti)

    “Io debbo essere un segno mai visto
    ipostasi del non visto prima,
    goccia consapevole o perla nella notte,
    il lucente attimo di Dio”.

    (D.M.Turoldo)

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  4. agnese

    Materialismo è la schiavitù, è la vita perduta dove non sei mai felice, perché sempre pretendi sempre di più di più…

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  5. gum

    Non dimentichiamo che il mercato sottostà alle sue leggi, quelle della domanda e dell’offerta. Presto i mercanti se ne andranno da soli dal tempio perché non ci sara’ piu’ nessuno disposto a comprare le loro merci avvelenate dall’odio del mondo che non soddisfano piu’ i bisogni dei consumatori di vita e di verita’. Qualunque loro impresa si rivelerà un investimento sbagliato e qualunque intervento straordinario dei “cambiamonete” per proteggere le proprie speculazioni non fara’ altro che scatenare il caos umanitario col rischio dell’ autodistruzione di quel tempio dell’idolatria. Basteranno, poi, tre giorni per ricostruirlo?

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  6. dante

    E’pur vero che l’economia e’ totalitaria ma sono i cittadini che ne diventano consumatori, clienti cioe’noi perdiamo in autonomia e cioe’ in capacita’ di aver cura e buon governo di se’, di autodeterminarsi in conformita’ ad un credo laico o religioso che sia. Sono le scelte che ci danno identita’ …un buon punto di partenza sarebbe quello di svincolarsi dall’egocentrismo e dall’utilitarismo come dire imparare ad essere migliori piu’ che ad avere il meglio. Non possono bastare dele asserzioni per cambiare cosi profondamente …ma tutti sanno che una goccia d’acqua diventa mare , poi oceano ma pochi sanno che anche l’oceano si mescola alla goccia.

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  7. agnese

    Ogni uno di noi ha il tempio nel suo cuore.
    E si possiamo domandare- ma nostro tempio è per Dio o per altre cose? nostro tempio è un dialogo con Dio o nostro tempio è pensare solo di noi stessi, di avere sempre di più? nel nostro tempio troviamo la pace e la felicità o siamo sempre insoddisfatti?
    O forse sarà meglio che permettiamo a Gesù cacciare via dal nostro cuore le bancarelle che occupano e sporcano nostro cuore.

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