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da qui
La verità è legata al bene. Un motivo per cui oggi la menzogna è dilagante è che si è perso il sentimento – essenziale nella vita – d’essere amati. Sentirsi amati è un libro di Henry Nouwen, uscito nel ’93; uno di quei testi che potremmo anche non leggere, perché il titolo ha già espresso ciò che conta. “Questi è il mio Figlio, l’amato”, dice la “voce dall’alto” nella scena del Battesimo di Cristo. Parole rivolte a tutti noi, capaci di riaccendere la fede, perché credere e amare sono aspetti indivisibili. La vita spirituale, dicevano i padri, comincia quando ci sentiamo perdonati, essendo il perdono la massima espressione dell’amore. Nel momento in cui gli mettono davanti il paralitico affinché lo guarisca, Gesù perdona innanzitutto i suoi peccati: la paralisi è nel cuore, è lì che la persona ha urgenza d’essere curata. L’attuale esplosione di violenza è legata al fatto di sentirsi trascurati, ignorati, disprezzati. Ciò implica riflettere, senza pregiudizi, sulla perdita di senso di valori come la paternità e la maternità, maschile e femminile, che garantiscono, nei casi di equilibrio e salute mentale e psicologica, una crescita conforme alle strutture perenni della vita. Ma se prevalgono rifiuto e solitudine, indifferenza, invidia, gelosia, anche all’interno di famiglie cosiddette “naturali”, si scatena l’inferno che sappiamo. Paternità e maternità si traducono in cura e attenzione, forza e tenerezza, elementi che stanno alla radice di una visione realistica di Dio, così spesso oscurata – soprattutto ai nostri giorni -, dall’insorgere di fondamentalismi inaccettabili. Il Vangelo insegna che la guarigione nasce dal sentirsi figli, persone amate e degne, al di là di ruoli e di funzioni, successi o fallimenti esistenziali. E’ questa la bellezza che salva, come pensava Dostoevskij: ed è qui che si evidenziano i danni di una società che pubblicizza – per motivi commerciali – solo il male e i suoi noti derivati. Se ci sentiamo amati – e in 1 Gv 4,8 si afferma chiaramente che Dio è amore -, possiamo essere certi che la negatività non avrà più potere.

Le fobie sociali portano all’assurdo dell’amore, figli contro figli, col risultato di bandiere che sventolano sangue. Ritroviamo quell’amore che restituisca a tutti la stessa dignità.
https://www.youtube.com/watch?v=R6fKj87X4YU
Ne sono d’accordo
Il figlio
Sai da dove vieni?
… vicino all’acqua d’inverno
io e lei sollevammo un rosso fuoco
consumandoci le labbra
baciandoci l’anima,
gettando al fuoco tutto,
bruciandoci la vita.
Così venisti al mondo.
Ma lei per vedermi
e per vederti un giorno
attraversò i mari
ed io per abbracciare
il suo fianco sottile
tutta la terra percorsi,
con guerre e montagne,
con arene e spine.
Così venisti al mondo.
Da tanti luoghi vieni,
dall’acqua e dalla terra,
dal fuoco e dalla neve,
da così lungi cammini
verso noi due,
dall’amore che ci ha incatenati,
che vogliamo sapere
come sei, che ci dici,
perché tu sai di più
del mondo che ti demmo.
Come una gran tempesta
noi scuotemmo
l’albero della vita
fino alle più occulte
fibre delle radici
ed ora appari
cantando nel fogliame,
sul più alto ramo
che con te raggiungemmo.
Pablo Neruda
“CREDERE E AMARE SONO ASPETTI INDIVISIBILI”
Credere è un evento tutt’uno con l’amore e credere altro non è che conoscere, e amare di più è di quelli che più conoscono, afferma Teresa d’Avila.
Dio si è svelato e si svela continuamente, si svela per comunicarsi all’uomo, tante epifanie nel tempo, tante quelle segrete all’anima. L’Innominabile si rivela Padre e l’Inconoscibile penetra chi non può contenerlo con un mistero che esula i pensieri dell’uomo e l’ Amore ama non in conformità dell’amore che noi gli portiamo, ma in conformità dell’Amore che è. Voi “quando amate non dite: ho Dio in cuore, ma piuttosto io sono in cuore a Dio. E non crediate di condurre l’Amore giacchè e Lui che vi conduce”. ( Gibran)
“Ciascuno di noi non è che un momento di Dio”: una folgore nel santuario dei suoi pensieri, una irrepetibile istanza d’amore, una “ipostasi del non visto prima”: grazia “che a ciascuno è data secondo la misura del dono di Cristo”, per fare della propria esistenza: un credere e un amare.
E poi:
“l’Amore ci raccoglie dove la conoscenza ci lascia”.
(Tommaso d’Aquino)
“Lasciamo che Dio ci riempia della sua bontà e misericordia”
Papa Francesco
Vivere nel amore, dove tutti si vogliono bene, dove non c’è invidia, odio, aggressione, violenza. E’ utopia? No. E’ una bellezza, è una strada bella e giusta. Ma tanti, non si sa per quale motivo, scelgono seguire la strada del male, la strada del odio, egoismo,…la strada dove stanno male e fanno male a tutti intorno.
Un figlio ti rammenta l’amore. Ecco perche’ gli si crede ecco perché si perdona. Per questo e’ un dono di Dio.
Smetti di essere figlio quando inverti il ruolo protettivo verso i tuoi genitori. Credi. In fondo al cuore, sai che non è proprio così: c’è sempre un faccione nel cielo a illuminare il buio della notte.