
Non mi rendevo conto, in quel periodo, del privilegio di poter celebrare in ore di massima affluenza. Quando cambiò il vento, e fui assegnato a messe destinate a rari mattinieri, dovetti prenderne coscienza amaramente. Nel frattempo avevo riavviato i contatti con il don, in via d’uscita dal trauma della fuga seguita alle pressioni intollerabili. Mi stupivo della sua mitezza, del sorriso triste sul volto emaciato dallo stress. Nonostante dolori e delusioni, aveva ancora una capacità di accoglienza sorprendente, un ascolto in grado di mettere da parte le sue angosce, per dedicarsi all’altro. Soffrivo, pensando alla sua pena, ma entrambi intuivamo l’esistenza di un filo d’oro in bilico tra un presente cupo e un futuro in cui tutto si sarebbe attuato nel modo voluto dal Signore. La fede ricevuta da don Mario risorgeva in me come un ricordo trasformato in realtà viva, in energia che conteneva in sé la forza stessa dell’Onnipotente, lo tsunami del cielo pronto a rovesciarsi sulla terra. Guardando il don, la sua faccia scavata dalle veglie, vi leggevo una luce misteriosa, le tracce invisibili di una prossima vittoria che si faceva strada in mezzo ai dubbi, le crisi, le paure.

Il filo dell’amore, un filo invisibile ma molto resistente.
Ogni uno di noi ha la sua croce che porta sulle spalle. Alcuni la portano con il volto doloroso, altri con gioia che possono essere servi del Signore.
Ieri sono entrata (per la ennesima volta) in chiesa S. Agnese in Agone. Per la prima volta ho alzato la testa guardando in su. Mi attirava. Mi sono spostata al centro per guardare quel “buco” verso il cielo. Ho visto due ali bianchi che mi tiravano su. Non riuscivo staccare l’occhi per vedere altro. Mi sono sforzata per guardare intorno, e ho visto…. la vita, tutti disagi, problemi, battaglie di tutti giorni. E ho capito. La vita è una battaglia con i problemi quotidiani, ma se guardiamo al su, sulle queste ali aperte che ci ritirano, tutti i problemi quotidiani non hanno nessuna importanza, non fanno più male, nessun dolore, nessun sangue, nessun croce.
Spesso ascolto, ma mi fermo lì, no so cosa dire, non trovo parole. Solo il filo d’oro. per passarlo. di mano in mano. di cuore in cuore.