
Per dormire, c’è chi conta le pecore; per restare svegli, noi contavamo i giorni, le ore, i minuti. Sì, perché c’era il rischio di assopirsi, di smarrire la tensione buona che ci faceva anelare nel profondo alle ali che ci avrebbero salvato. Un tempo da riempire, dunque: la lezione, forse, era mettere dentro questo involucro non solo le nostre, incandescenti attese, ma le attese del mondo, di chi in quel giorno, in quell’ora, in quel minuto, gioiva o soffriva, si sentiva perduto o ritrovato, neonati e moribondi in un cosmo in continua evoluzione. Ecco che cosa eravamo: junghianamente, simboli della trasformazione, che partiva da noi e avrebbe finito col coinvolgere un numero crescente di persone, in un moto a cerchi concentrici sempre più vasti e popolati. Questo era il Progetto: mi commuoveva pensare alle sue origini, alla preghiera precaria fatta a tarda sera nella grotta di Elia, dove la statua agitava le braccine come a dire: ancora no, ancora dovete camminare, soffrire, trasformarvi, in un processo alchemico da cui il Signore avrebbe tratto l’oro prezioso dell’opera compiuta. In principio era l’amore, e tutto tendeva non soltanto a una fine, ma anche al fine, pensato dai secoli dei secoli. Archeologia e teleologia, l’alchimia della notte e del giorno che portava al miracolo ogni volta immortalato dal ponte dello Spirito Santo: l’alba di una nuova era, in cui tutto il dolore, la speranza, il faticoso e terribile cammino avrebbero trovato sbocco nello sguardo del Cristo, che creava e ricreava la nostra irripetibile avventura.

…Cieli nuovi e Terra nuova:
è il destino dell’umanita’!
Viene il tempo,arriva il tempo
che ogni realta’ si trasfigurera’.
E in cieli nuovi e terra nuova
il nostro anelito si plachera!
La Tua Casa, la Tua Dimora
su tutti i popoli si estendera’
(daniele Ricci)
25 Episodi vissuti in un crogiuolo e finalmente viene estratto il prezioso…risultato.
..e sono queste le passioni(il crogiuolo),attraverso l’inferno delle quali l’uomo deve passare per liberarsene..(junghianamente).
E l’ALCHIMISTA crea l’OPERA
C’è un’attesa che si fa silenzio e preghiera.
La nostra storia (dell’umanità) ti attende, O
Signore. La speranza, la fiducia, l’amore sono i fremiti che fanno vibrare il cuore di chi crede, di chi sa che la Vita vince, di chi è certo che il Bene non muore, di chi aspetta il compiersi della Tua volontà.
Vivere è stare svegli
Vivere è stare svegli
e concedersi agli altri,
dare di sè sempre il meglio
e non essere scaltri.
Vivere è amare la vita
coi suoi funerali e i suoi balli
trovare favole e miti
nelle vicende più squallide.
Vivere è attendere il sole
nei giorni di nera tempesta
schivare le gonfie parole
vestire con frange di festa.
Vivere è scegliere le umili
melodie senza strepiti e spari,
scendere verso l’autunno
e non stancarsi di amare.
A. M. Ripellino
Abbiamo dimenticato il Principio, il senso della creazione. Si è annebbiata la fine, il senso della nostra esistenza. Noi, pecore smarrite sulla terra.