
C’è gente per cui è impossibile essere felici. Anche se riceve una grazia inaspettata, se risolve il problema della vita, se la manna le cade dal cielo proprio sulle mani, deve dire, fare, pensare qualcosa che rovini tutto. Si, esiste gente come questa: io l’ho incontrata.

Il motore di questa infelicita’ che crea comportamenti lesivi nei confronti degli altri e’ quasi sempre l’invidia ma sopratutto una scarsissima considerazione di se stessi. Il buon cristiano sarebbe tenuto a comprendere ed aiutare ma difronte a tanto, credo non sia del tutto sbagliato far prevalere lo spirito di sopravvivenza e di auto conservazione al fine di preservare quanto di buono ancora esiste in noi, e non farlo fagocitare dal contatto continuo e distruttivo con la malvagità.
La nebbia e la oscurità non sono gradite a chi è felice che non sta volentieri al buio; la notte, passi: ma le tenebre no. Se il sole non v’è, bisogna farlo.
Victor Hugo, I miserabili
Il Suo sorriso è l’unico che possa restituirne un’altro necessario per vedere il bicchiere mezzo pieno. Non incontrarlo si finisce per credere che tutti sia dovuto e niente basta mai.
C’è chi ritiene di non essere riconoscente verso nessuno ..anche se nel bisogno qualcuno si è chinato su di lui per sollevarlo . la riconoscenza è una merce rara . E pensare che si dovrebbe perfino essere grati di ciò che si è chiesto e non ottenuto per l’ opportunità,seppur misteriosa , di iniziare un percorso di conversione ,di ravvedimento ,,di ricerca e scoperta di quelle forze interiori di cui non si sapeva .e che permettono di conoscere se stessi.
È vero: c’è gente incapace di vedere il buono in quello che la vita dà. A volte per invidia, nata dall’impressione che ci sia qualcuno più favorito; più spesso per una specie d’insoddisfazione che non fa mai apprezzare quel che si ha e che si considera sempre insufficiente, inadeguato alle proprie esigenze/richieste. Si tratta delle persone che vedono il cosiddetto bicchiere mezzo vuoto, mai mezzo pieno. Posso assicurare, per esperienza personale, che davvero,in tal modo, fagocitano la riserva di riconoscenza di coloro che ne condividono l’esistenza, li rendono infelici e a volte meschini o depressi.
Bisogna avere un carattere forte, una personalità equilibratamente sviluppata per resistere e continuare a credere che qualcosa di buono accada a tutti, prima o poi, essere pronti a cogliere il positivo e rimanere capaci di provare, almeno nel cuore, una gioiosa gratitudine. Carla Spinella
cheee…diciammè? 🙂
ti abraccio
la funambola
…Anche se riceve una grazia inaspettata, se risolve il problema della vita, se la manna le cade dal cielo proprio sulle mani…la mia mente partorisce questi pensieri
La vita è essenzialmente uno stato mentale
Per sopportare la vita occorre essere cinici o/e stupidi
Se non fai tuo questo mix di stati mentali la vita sarà una continua ferita da medicare e consolare e per donare
La bontà è incompatibile con la vita perché non è supportata da un vizio congenito, da un istinto primordiale
Il cinismo è del predatore che per non soccombere opprime sperando di non essere oppresso
La stupidità è l’ottimismo contro l’evidenza ed è vincente perché la speranza è l’istinto di sopravvivenza
E senza speranza l’uomo si ammala e muore da vivo
L’antidoto alla banalità del male è solo l’amore
Si approda all’amore attraverso un percorso di sofferenza terribile
La tua sofferenza ti fa intuire e sentire la sofferenza universale
Questo dolore può schiacciarti definitivamente o può salvarti
Le prove cui siamo sottoposti possono indurirci, renderci cinici e stupidi o farci rinascere a una nuova consapevolezza che altro non è che la com passione e la con divisione
La storia dimostra che la prima opzione è spietatamente vincente e allo stesso tempo drammaticamente perdente
“in questa misera valle infelice tutti ti invocano soccorritrice”
inoltre
Questa lotta impari fra la bestia che hai dentro e la consapevolezza della necessità del bene
è una lotta quotidiana
Non si è salvi una volta per tutte perchè
fare l’amore, agire l’amore, costruire l’amore, difendere l’amore è
è contro natura e contro la nostra natura.
L’amore è l’io che si specchia nell’altro e lo riconosce come uguale a sé stesso
Il male è l’io che non si specchia nell’altro, che non lo riconosce, che lo considera estraneo e quindi nemico.
perdonami questa mia miserabile ingratitudine
ti abbraccio 🙂
la funambola
“Goditi le piccole cose, perché un giorno potresti guardarti indietro e renderti conto che erano quelle importanti.”
Robert Brault
“Possiamo dire di essere vivi solo in quei momenti in cui i nostri cuori sono consapevoli dei propri tesori.”
Thornton Wilder
Condivido quasi tutti i pensierini della “Funambola” (A proposito chi sei? Se vuoi dirmelo in privato il mio indirizzo elettronico è: [email protected] ; se vivi a Milano potremmo incontrarci) a partire dal quinto o, più completamente, dal sesto. Ricambio l’abbraccio.
Ringrazio Agnese per le citazioni ad hoc; e Fabrizio per il “Pensierino” che ha dato il via alle varie dichiarazioni, le quali, in un modo o nell’altro, dimostrano che, tutto sommato, la vita prende a calci chiunque, suscitando reazioni diverse, a seconda della famiglia (soprattutto d’origine), del marito/ compagno, della religiosità e dell’indole. A presto a tutti. Carla
“la vita prende a calci chiunque” e questo dovrebbe essere il pensierino da cui partire per mettere in moto il processo di consapevolezza che ci fa riconoscere nell’altro lo stesso destino di prove e sofferenze, destino che la vita riserva a tutti, nessuno escluso..
e invece si viaggia ostinatamente in direzione ostinata e contraria e la follia è resa nota da organismi che la studiano, la tengono monitorata, e l’alimentano nel momento stesso che la riproducono in grafici e percentuali leggittimandone l’esistenza e implorando un po’ di indulgenza agli stessi psicopatici responsabili di questo orrore.
roba da chiodi!
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Oxfam-62-super-ricchi-possiedono-meta-della-ricchezza-mondiale-50ec679e-3756-4a0c-8aed-370d9f8706e4.html?refresh_ce
è possibile essere felici dopo queste rivelazioni?
come conciliare la realtà di questo spaventoso male con la volontà di essere testimonianza di pace?
eppure stanotte, prima di addormentarmi, campane a festa risuonavano nella mia mente.e una gioia piena di gratitudine ha saziato il mio piccolo cuore.
bacio
la funambola
ciao carla, hai un cognome intrigante 🙂
@ Carla
Grazie a te.
Un abbraccio. Agnese
Mi piacerebbe conoscere personalmente tutti quelli che fanno parte di questo gruppo. Mi pare che tra di noi ci sia “un’affinità elettiva”, seppure di tipo diverso a seconda delle persone che qui hanno esposto la propria visione della vita sulla base dello stimolo del pensierino di don Fabrizio. Il mio indirizzo privato l’ho già scritto alla “Funambola”. A proposito, il mio cognome è latino (deriva da “spinula” (piccola spina), ma è sempre stato una seccatura perché, vigendo in tutte le situazioni l’ordine alfabetico, ero sempre tra gli ultimi in ogni grado d’esami. Ciao a tutti.
Carla Spinella