42. All’altra riva

IMG_0902
L’evoluzione non si limitava a fatti esteriori – pure importanti, secondo certi aspetti: la stima crescente da parte del rettore, del parroco, delle comunità di suore nel Santuario e nella Casa -, ma riguardava l’interiorità, più coinvolta grazie alla chiave perduta e ritrovata della vera bellezza. L’avevamo riscoperta nell’ascolto delle poesie di Lorca, da me fortemente caldeggiato: l’incontro con l’arte, la musica perfetta del poeta andaluso, aveva risvegliato in noi la profondità che faticava a emergere, per l’incalzare delle prove. Assaporare una misura umana, lasciare che il cuore aderisse alla vita, senza inaridirsi nei noti meccanismi di difesa: ecco la via pulchritudinis, che rimetteva in moto le energie, toglieva la pietra dal sepolcro e preparava all’avvento prossimo della Pentecoste. Certo, rimanevano in piedi le contraddizioni di un luogo ancora sospeso fra antiche tare e propensione al nuovo; ma l’attesa degli eventi si era fatta più salda e fiduciosa, nonostante il muro innalzato, quasi sempre, di fronte all’annuncio delle vecchie e recenti profezie. Gli scenari prendevano forma davanti ai nostri occhi: lo scisma in agguato nella Chiesa; l’ostinata resistenza delle gerarchie ecclesiastiche, impegnate a difendere potere e privilegi; l’oblio dell’opera iniziata da don Mario, al di là di una facciata verniciata a fresco. Su scala maggiore, si poteva intuire il fermento segreto degli araldi della guerra santa, impegnati a studiare i modi e i tempi di un attacco che avrebbe sorpreso, temporaneamente, l’Occidente cristiano. Scrutavamo l’orizzonte con più serenità, convinti che Colui che ha in mano i fili dispersi della storia ci avrebbe traghettati all’altra riva.

7 pensieri su “42. All’altra riva”

  1. Alfonso

    …Pietro ebbe un attimo di esitazione,
    e cominciando ad affondare grido’:
    “Signore salvami”…
    Con mente e cuore aperti alla Fede,
    sempre,nel mezzo di una tempesta si puo’ trovare una mano tesa!
    …e se la riconosciamo,l’affermiamo,e ci solleva dalla profondità del rifiuto,della chiusura; e ci accompagna all’altra riva,
    dove ci attende la Salvezza.

    Rispondi ↓
  2. ema

    Mi sono innamorata
    delle mie stesse ali d’angelo, delle mie nari che succhiano la notte,
    mi sono innamorata di me
    e dei miei tormenti.
    Un erpice che scava dentro le cose,
    o forse fatta donzella
    ho perso le mie sembianze.
    Come sei nudo, amore,
    nudo e senza difesa:
    io sono la vera cetra
    che ti colpisce nel petto
    e ti dà larga resa.
    A.Merini

    Rispondi ↓
  3. gum835

    Che il mondo intero possa ritrovare la via della “vera bellezza” e si possa parlare tutti una stessa lingua, quella dello Spirito!

    Rispondi ↓
  4. ema

    @Gum
    Ma anche :”Assaporare una misura umana, lasciare che il cuore aderisse alla vita, senza inaridirsi nei noti meccanismi di difesa”

    Rispondi ↓

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *