ZUR GEOGRAFIE
an Ilse Aichinger
ich fuhr nie
zur see
habe an keinem krieg
teilgenommen
wir lebten
überwiegend
in wörtern –
die namen der orte
waren tatsächlich orte
für uns
straßenanfänge
anfänge
von straßen –
von denen wir allerdings hofften
wir könnten sie einmal wirklich
wenn schon nicht zuende
so doch ein längeres stück
begehen
vieles
sprach damals dagegen
doch wussten wir:
etwas wird kommen
das geht
über unser gehen
hinaus – das
meint nicht mehr uns
A PROPOSITO DI GEOGRAFIA
a Ilse Aichinger
Non sono mai stato
un marinaio
non sono andato
in guerra
noi vivevamo
soprattutto
nelle parole –
i nomi dei luoghi
erano veramente luoghi
per noi
l’inizio di una via
era l’inizio
di una via –
anche se si sperava
di poterla percorrere
forse non tutta
ma almeno
un pezzo
allora
sembrava quasi impossibile
ma sapevamo:
qualcosa succederà
che trascenderà
il nostro andare
che
non intendesse più noi
WIE DIESER BAUM
in Erinnerung an G. Ungaretti
so gelassen
so alt
so verletzbar
so sehr
in der erde verwurzelt
fügsam
allein
dem sturm
lautlos
sein ächzen
seit langem
sein weinen
erweicht
keinen stein
es büßt nur
wer lebt
COME QUESTO ALBERO
in memoria di G. Ungaretti
così calmo
così vecchio
così vulnerabile
così
radicato nella terra
così docile
solo
al vento
silenzioso
il suo gemere
da tempo
il suo pianto
non scioglie
alcuna pietra
la colpa la espiano solo
i vivi
wir gingen wohin es uns trieb
unternahmen wonach uns war
wir übten uns nicht im verzicht
wir gingen auch los wenn es trüb war
ganz und gar finster
und ohne jedweden glanz
wir gingen in der sonne umher
so oft wir nur wollten
wir stellten uns vor:
sie scheint
andavamo dove ci piaceva
facevamo quello che volevamo
non rinunciavamo a nulla
uscivamo con ogni tempo
anche al buio totale
senza un bagliore di luce
camminavamo sotto il sole
ogni volta che volevamo
immaginavamo
i suoi raggi
Traduzione di Stefanie Golisch
Foto di Luca Cisternino

