Ci siamo abbracciati sotto l’arco
che s’apriva nella piazza
l’addio è stato una formalità
c’era un a rivederci fra le stelle
nella notte nitida e brillante
che ci trapassava il petto
non dolore non doveri non averi
un addio senza colonne da ragionieri
così come fanno i ragazzi che
si piangono sulle spalle e s’aggrappano
alla maglia quasi forse un’ancora
dopo l’addio nel mare aperto
alle burrasche alle onde alte
allo strillo di gabbiano sgraziato
sopra il ventre azzurro
che ci volle uomini e pesci
uccelli e insetti fiori e biancospini
ci siamo abbracciati nel sonno
ancora tante volte per ritrovarci soli
in un’alba irriverente che non si cura
della tazzina sbrecciata del caffè amaro
anima mundi l’amore con dentro
tutto il dolore.


“Fidati come farebbe un cane.
Come un cane .
Credi all’onda che chiama e richiama
sono nessuno a dirti ti amo.
Non guardare. Non voltarti. Non piegarti.
Non so niente di domani ma
impastiamo terra con terra mani con mani
la pena si fa lieve quasi si vola.”
il modo migliore per ricordarla e omaggiarla è riproporre queste sue bellissime poesie!
Narda cara, ci mancherai!
Di questi versi vorrei
fare un canto schiuso
da usignolo o da allodola
che superi l’orizzonte a barriera
e al tramontare delle stelle
non tremi e si faccia nido
con abbondanza di mensa
si faccia preghiera
vorrei cantare l’amore
che sboccia anche sugli spini
e fa belle le rose e le bacche
le strade alberate i cani in rincorsa
l’odore dei bimbi e dei vecchi
vorrei dire la vita
è la mia passione questo amore
questo dolore che non muore.