
Un Dio che scartavetra,
che lacera, che ottunde,
che scalza dai troni delle false
identità, che vomita
sui tiepidi, che fonde
nel forno fumante del rimorso,
che infonde una speranza a strappi,
un amore ferito e calpestato,
una luce introvabile che abbaglia,
un’attrazione per lo spolpamento,
per l’inutile appello, la preghiera
sospesa sull’abisso, in cui intravedi
il fondo, il Volto,
l’esito finale: l’Altro Mondo.

Questi bellissimi versi mi fanno pensare alla Notte oscura San Giovanni della Croce.
L’anima grida nella notte, che tutto sommerge e consuma,ma questa dolorosa purificazione culminerà nell’abbraccio dell’Amato:
“Notte che mi guidasti,
oh, notte più dell’alba compiacente!
Oh, notte che riunisti
l’Amato con l’amata,
amata nell’Amato trasformata!”
L’altro mondo, l’unico che sa dirti:” ti amo”.
Parole che rendono colorate e le danno sapore al vero sentire di un Dio che ci indica una vera vita che non è di questo mondo…..