Fiabe


Un tempo si raccontavano le fiabe, dove il lupo era il lupo, l’orco l’orco , la fata la fata. Oggi il lupo è travestito da fata, e viceversa. Il bambino non distingue più tra chi lo salva e chi lo sbrana, e cresce con l’idea che un’azione cattiva possa essere anche buona: insulta, ferisce, uccide, come se collezionasse fioretti per la prima comunione. In un mondo in cui bene e male si confondono può accadere di tutto: è già un miracolo che una macchina si fermi al rosso, che un cliente paghi la spesa, che un uomo o una donna vadano al lavoro. Ma capita più spesso che un’auto ignori la segnaletica stradale, che qualcuno si appropri della roba altrui, che la gente si assenti dai doveri quotidiani in modo fraudolento. Quando tutto sarà capovolto, ci guarderemo in faccia e proveremo a chiederci da dove sia nata questa storia. Riesumeremo dal cassetto le fiabe di un tempo, dove il lupo era il lupo, la fata la fata, l’orco l’orco. Sperando, di nuovo, che tutto finisca per il meglio.

4 pensieri su “Fiabe

  1. Fausto Carratu

    caro Fabrizio, sei nel cuore della grande intuizione defilippese: ha da passà ‘a nuttata, quella nuttata che sa durare un’intera vita, un’intera generazione. A questa sensazione dedicai il mio libro di poesie giovanili (’70-’80), I frutti dell’eclisse dove l’eclisse si riferiva proprio alle perdite, alle manipolazioni, agli sconvolgimenti di cui parli. Sarebbe da citare tutto, ricordo “Nuove filosofie”, “Politikè”, “L’inizio del pensiero”…. . Concludo con “Quanto roteare nell’evanescente” che ne chiudeva un’altra. Certi versi ti inseguono per sempre. Tu lo sai bene. Un abbraccio Fausto

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