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Fiabe


Un tempo si raccontavano le fiabe, dove il lupo era il lupo, l’orco l’orco , la fata la fata. Oggi il lupo è travestito da fata, e viceversa. Il bambino non distingue più tra chi lo salva e chi lo sbrana, e cresce con l’idea che un’azione cattiva possa essere anche buona: insulta, ferisce, uccide, come se collezionasse fioretti per la prima comunione. In un mondo in cui bene e male si confondono può accadere di tutto: è già un miracolo che una macchina si fermi al rosso, che un cliente paghi la spesa, che un uomo o una donna vadano al lavoro. Ma capita più spesso che un’auto ignori la segnaletica stradale, che qualcuno si appropri della roba altrui, che la gente si assenti dai doveri quotidiani in modo fraudolento. Quando tutto sarà capovolto, ci guarderemo in faccia e proveremo a chiederci da dove sia nata questa storia. Riesumeremo dal cassetto le fiabe di un tempo, dove il lupo era il lupo, la fata la fata, l’orco l’orco. Sperando, di nuovo, che tutto finisca per il meglio.

IL BASSOTTO E LA REGINA, di Melania G. Mazzucco

Il bassotto e la ReginaIL BASSOTTO E LA REGINA di Melania G. Mazzucco

di Massimo Maugeri

Quando si parla di fiabe e favole è abbastanza diffusa la convinzione che esse siano rivolte in via esclusiva ai bambini. È indubbio che, proprio nei confronti dei più piccoli, la fiaba (così come la favola) svolga un’importante funzione di intrattenimento e talvolta (più nella favola, che nella fiaba) anche di formazione, laddove troviamo – come spesso accade – una morale. Tuttavia, considerare fiabe e favole alla stregua di un prodotto letterario rivolto esclusivamente all’infanzia è un errore. Così come sarebbe un errore pensare che siano la stessa cosa. Nella lingua italiana le favole vengono distinte dalle fiabe (anche se entrambi i termini derivano dalla radice latina “fabula” – “racconto” – e i due generi hanno molti punti di contatto): la fiaba è caratterizzata dalla presenza di personaggi e ambienti fantastici, mentre la favola – di norma – è popolata da animali i cui vizi e virtù rappresentano quelli degli uomini.
A proposito di fiabe, di recente si è celebrato il duecentesimo anniversario delle “Fiabe del focolare” dei fratelli Grimm (dove, tra le altre, vengono narrate le storie di Biancaneve, Cenerentola, Pollicino, Cappuccetto Rosso, Barbablù). Persino Google, il più grande motore di ricerca del mondo, ha dedicato il 20 dicembre scorso un doodle (ovvero una versione speciale del proprio logo) alla fiaba di Cappuccetto Rosso per commemorare l’evento.
Parlando di favole, invece, va segnalato il nuovo bellissimo libro di Melania G. Mazzucco, intitolato “Il bassotto e la Regina” (Einaudi, pagg. 112, euro 10, illustrazioni di Alessandro Sanna), con cui questa grande autrice fornisce l’ennesima prova della capacità eclettica della sua scrittura. Continua a leggere