
L’equivoco è considerare il Cristianesimo come una rinuncia. Che esista, è impossibile negarlo, ma è quella che troviamo nel rito del Battesimo: rinunciate a satana? E a tutte le sue opere? E a tutte le sue seduzioni?
Rinunciando al male, si apre uno scenario in cui i sensi godono delle cose giuste, rendono felici di ciò che piace a Dio e alle creature che vivono a sua immagine. Da questo punto di vista, la situazione si ribalta: il piacere mondano porta sempre con sé un’inquietudine sottile, a volte inconscia, che rovina anche quelli che sarebbero i momenti più belli della vita. È un retrogusto amaro di cui tutti abbiamo fatto esperienza; richiama alla memoria il giovane ricco del Vangelo, che rifiuta di seguire Gesù: “se ne andò via triste”; quelli da lui considerati come beni che riempivano la vita, di fronte al Cristo, non possono bastargli.
Il credente rinuncia a queste sicurezze, che nascondono un’origine precisa: satana porta Gesù su un monte altissimo, da cui sono visibili tutti i regni della terra – un simbolo, ovviamente – e gli ricorda che tutto questo è stato messo in suo potere e lui lo dà a chi vuole. Il Cristo risponde con un rifiuto di segno opposto a quello del giovane citato: a Lui non interessano i beni, ma il bene, da cui provengono i veri piaceri e la gioia profonda della vita. La rinuncia, dunque, non riguarda la bellezza, la bontà, la verità, ma la contraffazione proposta dal demonio, il quale contamina i sensi e li rende incapaci di apprezzare l’opera di Dio. Ecco perché rinunciare a satana e vivere il Battesimo è la formula vincente per essere quello che siamo, ossia persone capaci di soffrire e di gioire, di gustare fino in fondo il dono di trovarsi sulla Terra. Il gran rifiuto va fatto nella giusta direzione. Questo è il Cristianesimo.

Noi siamo creature inserite nella Creazione per SUA VOLONTÀ, parte del SUO PROGETTO !
Il nostro destino.
Nel cammino di questo vivere,che ci è dato, dovremmo corrispondere a quel ?a Sua Immagine e somiglianza ci fece? della SACRA SCRITTURA , ma troppo spesso emerge da noi quella parte di carnalita’ che ci allontana dal nostro essere dell’origine,e adamiticamente
ci lasciamo soggiogare dalle lusinghe del separatore che ci prospetta (…a noi!!!..)onnipotenza,
ricchezza,potere ecc..ecc…,tutte
cosette che ci fanno sprofondare in
quell’ abisso dal quale non riusciamo poi ,da soli a tirarci fuori;
Ci costruiamo un nostro personale destino che non corrisponde a quanto stabilito per ciascuno di noi nel Grande libro della Creazione
Rientrando nel nostro essere originale possiamo chiedere aiuto a Colui che ci ha REDENTI con il Suo Sacrificio sulla Croce,
LUI,fattosi UOMO in CRISTO GESU,OFFERTA DI AMORE IMMENSO. Solo un Vero Amico può dare la Vita per i suoi amici.
E si offre, come capro espiatorio,per tutta l’umanità, a prendere su di SÉ il peccato del mondo.
Il peccato del mondo: l’arroganza,la disobbedienza, l’orgoglio,la vanagloria,…L’IO !!!
IL PECCATO DELLE ORIGINI !
Il peccato originale,quello con cui inizia il corso di ogni tipo di peccato !!!
E presi da queste manie,non ci rendiamo conto di cadere nella trappola di colui che cerca di catturare la nostra anima,e al quale noi ,nel peccato,riusciamo a cedergli non solo quella, ma tutto il nostro corpo, carnale e spirituale,restando nudi e privi di qualsivoglia protezione a difesa del nostro essere.
Solo cercando l’aiuto di Gesù, che
spirando, ci consegno’ il Suo Spirito ritroviamo noi stessi nel profondo della nostra settima stanza dove poter attingere alla grazia che Gesù stesso ci ha messo nel cuore sin dal giorno del battesimo
E se non sappiamo dove trovarlo,
basterà cercarsi dentro;Lui è lì, nel profondo di ogni cuore,
di ogni cuore che vuole accoglierlo,di ogni cuore che si vuole aprire a Lui.
Fermarsi un momento,davanti ad UN VOLTO, il volto di Colui che ci ha detto:?IO SONO LA VIA,LA VERITÀ, LA VITA?,e fissare quello sguardo, che parlerà ad un cuore, aperto allo SPIRITO, e gli darà la forza per resuscitare da quel baratro in cui ci si è precipitati.
Come a Pietro,che cercando di raggiungerlo mentre camminava sulle acque,dubitando della SUA parola,anche a noi Egli porge la Sua mano per sollevarci da quel gorgo in cui i il maligno ci attira e ci annega.
E se, come PAOLO,viviamo nella consapevolezza delle tre sole cose che restano, che contano,allora possiamo affermare, ognuno di noi:
IO CREDO IO SPERO IO AMO.
Fede,Speranza e Carità; ma di tutte,la CARITA e’ la più forte.
La Carità, che annienta ogni opera del separatore! attraverso la quale ci si apre quella Porta stretta che ci consente di passare oltre l’umana debolezza e ci conduce ALLA GRAZIA,per ritornare a quel Destino che altro non è che il PROGETTO che quel DIO ha stabilito per ognuna delle Sue Creature.
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:
“La realtà del peccato, e più particolarmente del peccato delle origini, si chiarisce soltanto alla luce della rivelazione divina. Senza la conoscenza di Dio che essa ci dà, non si può riconoscere chiaramente il peccato, e si è tentati di spiegarlo semplicemente come un difetto di crescita, come una debolezza psicologica, un errore… Soltanto conoscendo il disegno di Dio sull’uomo, si capisce che il peccato è un abuso di quella libertà che Dio dona alle persone create perché possano amare lui e amarsi reciprocamente.”
E’ vero che si pone tanto l’accento sull’aspetto della rinuncia e del sacrificio, ma poco si parla della pienezza e della gioia che Cristo promette…forse perché non sono immediate come quelle a portata dei sensi, ma quanto più fondate e durature sono, se sono capaci di penetrare nel punto più profondo e critico del cuore di ogni uomo: l’angoscia di morte.
L’uomo è la sola creatura che si rifiuta di essere ciò che è.
(Albert Camus)
Bellissima catechesi Don Fabrizio, Grazie!
Il mondano é forte. il sentimento di vendetta anche se legittimo. Non abbiamo nessun peccato originale,magari avessimo studiato le nostre origini! Studiare fuori dalle accademie riconsiderare le cose ecco cosa dovremmo davvero fare,raggiungere il divino attraversando
la fisicità,senza rimanerne avviluppati certo,non saremmo quì su questa terra allora perché avremmo un corpo? Questa la grande prova, la tentazione!
So che una sola frase riunisce tutto:- l’Amore muove il Sole e l’altre stelle,ma l’umano non é capace di questo amore,pertanto tale frase é posta al vertice nel Paradiso di Dante
Amore é un cammino di conoscenza,ma questa parola ha perso di significato,é stata fraintesa
Molti dicono amore e non sanno cos’é,credono sia innamorarsi di un altro e fare figli,invecchiare aspettare la morte,come fine di tutto.
Manca l’iniziazione alla vita,il significato come dice Bruno nel “de umbris idearum”