Zosima


Ci ripetono spesso che il profeta non predice il futuro, ma parla del presente. Niente di più vero. Sul futuro non possiamo agire: è nelle mani di Dio, soprattutto in questi tempi che qualcuno definisce apocalittici, di resa dei conti, di nodi che verranno al pettine, di diavoli che fanno le pentole ma non i coperchi e via sentenziando.
Mai come in questi periodi il futuro può essere una causa di nevrosi, un vortice che rischia di fagocitare talenti ed energie.
Il profeta, dunque, invita a far tesoro del presente, l’unica realtà che abbiamo saldamente nelle mani: non perché possiamo dominarla, disporne a piacere, ma perché siamo direttamente responsabili di un atteggiamento che orienta alla salute psichica e spirituale o spinge verso i buchi neri del non senso.
Qui si colloca la nostra scelta, di importanza vitale per noi e per coloro con cui siamo in relazione. Se di fronte alla violenza dilagante diventiamo cinici o c’incattiviamo, facciamo il gioco del “Bisha” (maligno, in aramaico. Prima o poi cercherò di capire se ha a che fare con la nostra biscia: sempre di serpente si tratta). Se invece rafforziamo ancor più la nostra fede in chi ci chiede d’essere miti e umili di cuore, collaboreremo al grande progetto di ricostruzione.
Dostoevskij, che aveva compreso il meccanismo, mette queste parole sulla bocca dello starec Zosima, ne “I fratelli Karamazov”:
“Abbraccia la terra e ama senza tregua e senza riposo, ama tutti, fino all’esaltazione… Amate tutta la creazione di Dio, amatela nella sua entità, amate ogni granello di sabbia, ogni foglia, ogni raggio di Dio, amate gli animali, amate le piante, amate ogni cosa. Amiamo ogni cosa e in ogni cosa conosceremo il mistero di Dio”. Questa è profezia.

3 pensieri su “Zosima

  1. marilena7

    Pubblicato oggi 4 ottobre, trovo sia un bellissimo omaggio a S.Francesco, che con il Creato ha un rapporto privilegiato, il senso di fratellanza di amore per tutte le cose, ricordato Cantico delle creature.

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  2. N&N

    “collaboreremo al grande progetto di ricostruzione”

    La propria vita, se donata, dà un contributo fondamentale a questo grande progetto perché ognuno di noi è un’insostituibile tessera del mosaico, e questo le dà un senso così straordinario che sì, si può anche amare “fino all’esaltazione”.
    Bellissimo post, grazie!

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