
A far caso alle voci, ai rumori, ai suoni anche quasi impercettibili che arrivano alle orecchie, c’è sempre da imparare. Ora, per esempio, sento il prete della stanza accanto che bofonchia qualcosa. Parla da solo? Ha più di novant’anni, a quell’età è normale. Con lui devo cogliere le variazioni più insignificanti: un sospiro potrebbe essere l’ultimo, un colpo sordo il segno di uno svenimento, e io sono tenuto a intervenire, in qualità di orecchio più vicino.
L’abitudine a vegliare mi rende consapevole dei segnali più neutri: il ticchettio della sveglia, il sibilo della luce al neon, il brusio sommesso del televisore proveniente dalla camera del laico consacrato che alloggia dirimpetto.
Lo sfrecciare delle automobili sull’Ardeatina è spesso infarcito di colpi di clacson ripetuti, soprattutto la mattina presto, quando il traffico è più rado e tutto lascerebbe pensare che fosse più tranquillo: quando mancano i problemi, è il momento giusto per andarseli a cercare.
Ogni tanto si sente l’acqua scorrere: è un rubinetto, una doccia, lo scarico di un water. Chissà cosa pensano di me, che mi lavo intorno alle cinque del mattino.
Smaltiti i suoni che vengono da fuori, c’è il rumore che viene da dentro: un ricordo gradevole, un impeto di rabbia, un sussulto di gioia per un’idea risolutiva.
Ma l’orecchio si apre veramente solo se capta la tua Voce: è allora che intorno si forma un’armonia, e le note più stridenti si trasformano in canto, per miracolo.

Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta.
(Khalil Gibran)
Mi piace questo tuo modo poetico di essere il medico di guardia del tuo prossimo …novantenne ….il medico di guardia di te stesso.
Il nostro vero incontro con Dio è nel silenzio, in quel tempo aperto al miracolo , allo stupore all’incontro.
Padre Giovanni Vannucci
@Marco Marziali
Condivido! La poesia che traspira da questi brani, con la sua potenza simbolica,apre il cuore al mistero e permette di assaporarlo con i sensi dell’anima, piuttosto che attraverso faticose e prolungate riflessioni.