Finale di partita


Prima di morire, Gabriele Amorth, famoso esorcista, ha lasciato un testamento: o si è di Dio o si è del diavolo. Eh eh, penserete, ecco un altro fondamentalista.
In realtà il maestro del defunto era almeno altrettanto radicale: il vostro parlare sia sì sì, no no, il di più viene dal maligno. Dal diavolo, appunto.
In un’epoca in cui anche i superiori di ordini religiosi sostengono che il demonio non esiste, discorsi come questi sembrano retaggi di un passato che è meglio seppellire, come chi lo ha riesumato. Chi difende la dottrina, il depositum fidei, oggi è una specie di untore da additare al pubblico ludibrio e da togliere di mezzo il più presto possibile.
Una verità controcorrente ha svantaggi evidenti: le tue parole non vengono celebrate sugli altari del politically correct, non sono fatte rimbalzare dai soloni dei mass media, dai nuovi pontefici della conversione facile; anzi, vengono irrise, censurate, cancellate dal circo delle news.
Ma la stessa verità ha anche un vantaggio: resta lì, come l’amore vero, resiste eroicamente, perché sa che, prima o poi, il sì e il no, Dio e il demonio, metteranno giù le loro carte, con tutto quello che comporta un finale di partita.

4 pensieri su “Finale di partita

  1. pio papi

    la partita è fatta di regole e in gioco è la salvezza dell’anima…se qualcuno vuole cambiarle …cambia anche la posta in gioco…

    Rispondi
  2. ema

    Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

    Finale di partita-Samuel Beckett

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *