
Prima di morire, Gabriele Amorth, famoso esorcista, ha lasciato un testamento: o si è di Dio o si è del diavolo. Eh eh, penserete, ecco un altro fondamentalista.
In realtà il maestro del defunto era almeno altrettanto radicale: il vostro parlare sia sì sì, no no, il di più viene dal maligno. Dal diavolo, appunto.
In un’epoca in cui anche i superiori di ordini religiosi sostengono che il demonio non esiste, discorsi come questi sembrano retaggi di un passato che è meglio seppellire, come chi lo ha riesumato. Chi difende la dottrina, il depositum fidei, oggi è una specie di untore da additare al pubblico ludibrio e da togliere di mezzo il più presto possibile.
Una verità controcorrente ha svantaggi evidenti: le tue parole non vengono celebrate sugli altari del politically correct, non sono fatte rimbalzare dai soloni dei mass media, dai nuovi pontefici della conversione facile; anzi, vengono irrise, censurate, cancellate dal circo delle news.
Ma la stessa verità ha anche un vantaggio: resta lì, come l’amore vero, resiste eroicamente, perché sa che, prima o poi, il sì e il no, Dio e il demonio, metteranno giù le loro carte, con tutto quello che comporta un finale di partita.

la partita è fatta di regole e in gioco è la salvezza dell’anima…se qualcuno vuole cambiarle …cambia anche la posta in gioco…
Ci sarà, ci sarà la ” finale di partita ” risvegliamo dal sonno …
https://youtu.be/mdtDbYYa4is
Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.
Finale di partita-Samuel Beckett