Nino


In questo libro ci sono tante cose che uno neanche s’immagina. Alcune vorrei cancellarle, come la morte di mio cugino, che ha deciso di togliersi la vita. Eravamo lontani e non ci sentivamo, ma ora che è morto mi sembra di sentirlo qui, vicino a me, come un amico ritrovato. La morte è una sorella che, invece di dividere, ci unisce.
Siamo molto presi dalla vita. Ci impegniamo allo spasimo per rispondere agli appelli, per essere all’altezza del compito affidato, vigilare sulle perdite di tempo, la dispersione di energie, l’uscire dai binari.
Ma qualcosa ci sfugge. Mio cugino è morto proprio sui binari: un binario vivo diventato morto, all’improvviso.
Si è svegliato in una stazione misteriosa, dove i treni sono stelle o nuvole, e hanno la forma incerta dei sogni. Chiederà al capostazione dove si trovi e se ci sia una corsa che porti nella direzione opposta alla tristezza, che a volte ci prende senza lasciarci il tempo di reagire, di organizzare una difesa. Anzi, ci suggerisce di mettere un punto a questa lunga frase che è la vita, in cui si annida il timore e il desiderio del silenzio.
Vedrai, Nino, che le nostre preghiere accenderanno il tabellone, e tu salterai, felicemente, su un treno che ha la Luce come ultima fermata.

9 pensieri su “Nino

  1. Fausto Carratu

    impagabile, caro Fabrizio, impagabile! quanti rimorsi libera la morte di un altro..capita troppo di frequente. Mi chiedo : internet unisce o isola? Fausto

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  2. ema

    CANTO DELLA TRISTEZZA

    Non resta che invocare il tuo nome, creatore della vita:
    soffro, ma tu soltanto sei nostro amico!
    Parliamo solo il tuo incantevole linguaggio,
    diciamo il perché della mia tristezza:
    Cerco la grazia dei tuoi fiori,
    l’allegria dei tuoi canti, i tuoi tesori.
    Dicono che in cielo vi sia gioia,
    vita e letizia: lì risuona il tamburo,
    il canto è incessante e con esso si dissolvono
    il nostro pianto e la tristezza,
    nella sua casa dimora la vita…
    questo sanno i vostri cuori,
    oh principi!

    Pablo Neruda

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  3. N&N

    Com’è poetico questo brano, in cui anche il buio della disperazione assoluta, che porta alla morte, si illumina di speranza: dell’amore divino che accoglie, e di quello umano che accompagna, attraverso la memoria che si fa preghiera.

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  4. Antonio Mario Elia

    bellissimo, commovente, struggente, coinvolgente …. e alla fine una LUCE di speranza

    Antonio

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  5. marilena7

    O Dio, che soffri
    per la morte dei tuoi amici,
    non lasciarci sprofondare nella tristezza
    per la morte dei nostri cari.
    La morte di coloro che amiamo ti pesa.
    Per il Cristo
    in agonia per ogni uomo,
    Tu soffri con chi è nella prova.
    Nel Cristo risorto,
    tu vieni ad alleggerire
    il peso insopportabile
    e apri i nostri occhi
    allo stupore dell’amore.
    Per mezzo di lui
    Tu ci ripeti senza sosta:
    “Seguimi!
    Io sono dolce e umile di cuore,
    In me troverai il riposo,
    riposandoti in me
    conoscerai la vera pace”.
     Fr. Rogè di Taizè

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  6. pio papi

    Daniele, figlio di mio fratello, durante la vita militare ha fatto la fine di Giuda..in quell’occasione ho ripreso la mia ricerca spirituale, quella della Via, Verità, Vita…e si combatte la giusta battaglia…

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  7. Lisana Gomiero

    Mi dispiace Sig.Centofanti.Le sono vicina. Ricorderò nelle mie preghiere il Suo caro cugino.Ora Lui ha una visione più completa ed ampia del senso del vivere perchè non può più perdere,al contrario di noi che ogni giorno ci inventiamo uno scopo per noi lasciarci andare alla deriva.Grazie anche per ciò che scrive che è prezioso per me :diventa un riferimento per ampliare i miei orizzonti culturali ed allargare quelli della mia anima.

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  8. pam

    “porsi ver’ lui le guance lagrimose:
    ivi mi fece tutto discoverto
    quel color che l’inferno mi nascose.”

    Divina Commedia

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