Il dolore


Che ne facciamo del dolore? Qualcuno bestemmia, qualcun altro si ripiega su se stesso, molti danno la colpa al vicino, all’epoca storica, allo Stato. Il dolore è un ingombro, un incidente, una iattura, a seconda delle prospettive personali. Quando faccio il turno delle benedizioni, qualcuno si presenta con cornetti, coccinelle, ferri di cavallo; pensano che un amuleto possa essere un argine alle possibili disgrazie. Altri presentano le fedi, pur tenendo alla larga il sacramento: chissà che Dio non li protegga anche se lo hanno rifiutato.
Il dolore, insomma, ha a che fare con l’occulto, la superstizione, la magia. È qualcosa che ci sfugge, che non controlliamo, per cui ci affidiamo a forze sconosciute, e spesso inesistenti. È l’effetto placebo, che rende autorevole persino il verbo della cartomante.
Il Vangelo ci propone un’altra via: offrire a Cristo il dolore. È evidente la differenza tra il Figlio di Dio e un pendaglio apotropaico. Ma soprattutto è antitetico l’effetto: il secondo è un calmante, il primo è la pace inalterabile del cuore.

5 pensieri su “Il dolore

  1. ema

    Oggi sento nel cuore
    un vago tremore di stelle,
    ma il mio sentiero si perde
    nell’anima della nebbia.
    La luce mi spezza le ali
    e il dolore della mia tristezza
    bagna i ricordi
    alla fonte dell’idea.

    Tutte le rose sono bianche,
    bianche come la mia pena,
    e non sono le rose bianche,
    perché ci ha nevicato sopra.
    Prima ci fu l’arcobaleno.
    Nevica anche sulla mia anima.
    La neve dell’anima ha
    fiocchi di baci e di scene
    che sono affondate nell’ombra
    o nella luce di chi le pensa.

    La neve cade dalle rose,
    ma quella dell’anima resta
    e l’artiglio degli anni
    ne fa un sudario.

    Si scioglierà la neve
    quando moriremo?
    O ci sarà altra neve
    e altre rose piú perfette?
    Scenderà la pace su di noi
    come c’insegna Cristo?
    O non sarà mai possibile
    la soluzione del problema?

    E se l’amore c’inganna?
    Chi animerà la nostra vita
    se il crepuscolo ci sprofonda
    nella vera scienza
    del Bene che forse non esiste
    e del Male che batte vicino?

    Se la speranza si spegne
    e ricomincia Babele
    che torcia illuminerà
    le strade della Terra?

    Se l’azzurro è un sogno,
    che ne sarà dell’innocenza?
    Che ne sarà del cuore
    se l’Amore non ha frecce?

    Se la morte è la morte,
    che ne sarà dei poeti
    e delle cose addormentate
    che piú nessuno ricorda?
    O sole della speranza!
    Acqua chiara! Luna nuova!
    Cuori dei bambini!
    Anime rudi delle pietre!
    Oggi sento nel cuore
    un vago tremore di stelle
    e tutte le rose sono
    bianche come la mia pena.

    Federico Garcia Lorca

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  2. MARCO MARZIALI

    Che strana cosa l’obbedienza alla chiesa madre, benedizioni a pendagli apotropaici e macchine, amuleti e candele che ti portano in mano, affetti da paganesimo vernacolare e poi i rosai vicino al fuoco in latinorum e la goccia d’olio, nell’acqua, in un piatto bianco che faceva sparire il mal di testa da l’invidia, per tua nonna, e le formule magiche di chi poi ha messo su con i soldi dei poveracci una parafarmacia in un paese per maghi, poi il dolore e l’omeopatia ed il placebo, la corsa in ospedale invece quando ti metti paura sul serio .. i genitori che credono che i figli siano loro proprietà e ci fanno quello che vogliono loro lasciandoli senza vaccini o cure, per non farli soffrire, e senza mai leggere il “Naufragio” in Adriatico di chi è morto troppo presto, l’altro ieri, o ascoltare il silenzio deelle salme galleggianti di oggi, il prete bianco chiede perdono per tutti mentre qualcuno ti guarda dall’alto o dal basso e dipende da te, ma tu non lo vedi perché stai andando verso l’inizio del tuo nuovo dolore….

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  3. robysda

    Incontri il dolore ti saluta ti accompagna ti ricorda qualcuno o qualcosa lo accogli è vita lo metabolizzi lo offri al Signore sta lì fa parte di te perché sei parte anche tu.

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  4. N&N

    Fuggire la sofferenze è un istinto, la natura che ci ha dotato di strategie per adattarci alle realtà dolorose.
    Eppure a un certo punto tutto ciò si ritorce contro come un boomerang, perché se l’essere “anestetizzati” aiuta a sopportare meglio, allontana però dalla verità dell’amore vero, che è gioia e dolore, luce ed ombra.
    L’amore è la sola forza che può vincere l’istinto, per aprirsi ad una realtà forse più scomoda, ma senza dubbio più piena e realizzante.

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