La ginestra


Sarebbe bello tirare fuori il meglio da coloro che incontriamo: strappare un sorriso al tipo cupo, risollevare l’anima depressa, addolcire il criticone per principio. Come accade nei cartoni animati, nascerebbero fiori nel deserto, il verde prenderebbe il posto della sabbia, e dal nulla apparirebbero cervi, uccelli esotici, frutti d’ogni specie.
Fatichiamo a scoprire i poteri di cui siamo dotati: ci trasciniamo, a volte, in un impegno dopo l’altro con l’impaccio di chi ancora non ci crede, seminando sospetti o indifferenza.
Finché ci accorgiamo di avere appresso una tavolozza da pittore, per colorare il mondo.
Oggi predicavo alle suore. Ho chiesto loro: come si passa dai sensi esterni – grevi, superficiali, fuorvianti – a quelli interni – l’occhio e l’orecchio del cuore?
Mi hanno fissato aspettando una risposta, con lo sguardo di chi si è alzato a stento, la mattina.
Facendo tutto con amore, ho detto, incassando un debole sorriso, una ginestra spuntata a fatica sull’arida schiena del vulcano.

3 pensieri su “La ginestra

  1. pio papi

    Si fatica perchè la bilancia pende dall’altra parte…beati i puri di cuore…con la ginestra si facevano i festoni per la festa della Madonna a maggio con processione e banda…alle 3 fontane…con quel profumo e colore smagliante segno della festa a cui tutti partecipavano..indimenticabile…

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  2. Paolo Ottaviani

    UN RAMO DI GINESTRA

    (Breve modulazione su
    La Ginestra di G. Leopardi)

    Questo ramo vi dono di ginestra
    non per progressive sorti ma per vago,
    eterno amore che senza vergogna
    si mescola alla terra e lentamente
    dinanzi al sole
    fiorisce nei grappoli dell’oro e del profumo.

    Non renitenti soccomberemo
    al buio luminoso della morte:
    non dell’oblio
    ché a primavera tu, vaga parola,
    e tu, filosofico fiore,
    narrerete ai deserti
    questo amore.

    Paolo Ottaviani

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