
L’esistenza di Dio sembra una favola. Non sarà la proiezione di un bisogno, l’ipotesi che mette a tacere il timore della morte? Da sempre l’umanità ha creato miti con cui interpretare paure e desideri.
Se Dio non esistesse, le conseguenze sarebbero evidenti: mangiamo e beviamo, sintetizza san Paolo, e chi s’è visto s’è visto. Si tornerebbe alla legge del più forte, Darwin sarebbe la bibbia da ossequiare, fino a convincersi che l’uomo è lupo all’uomo, per la felicità postuma di Hobbes.
Nell’ottica agnostica, i miracoli sarebbero solo coincidenze, la fede dei popoli, i martiri, gli immensi sacrifici di santi e missionari, una recita realistica, ma non meno inattendibile.
L’unico motivo per credere è il fatto di sentirti qui, vicino a me, presenza che riempie la mia vita, che mette in fuga i dubbi, le negazioni, le bestemmie. Sei qui e mi basta, Signore di una storia che si rivela al suono del tuo Nome.

In questo momento, mentre tutto corrono per la festa, qualcuno sa ancora stare con il festeggiato.
La riflessione è…eccellente! Inizia con la formulazione di un dubbio, se credere o non credere, e si conclude con l’unica possibile conclusione! Non potrebbe esservene un’altra…ragionevolmente!
“Ancora credi alla Befana..”Impera tra di noi e quando qualcuno dice di credere o è strumentale o è superficiale…beati i poveri…la porta è molto stretta …siamo abbastanza ipocriti…speriamo nella sua misericordia…