Nei panni di


Stare nei propri panni non è qualcosa di scontato. A volte li sentiamo stretti: non ci valorizzano, ci impediscono di realizzare le nostre aspirazioni. Oppure ci stiamo troppo larghi, come se da noi si esigesse l’impossibile, issandoci su un piedistallo da cui abbiamo paura di cadere. In un caso e nell’altro c’è un disagio, soffriamo la distanza tra l’apparire e l’essere.
Per uscirne, occorre una certa fluidità, l’attitudine a sincronizzare le varie prospettive: come ci vedono, come ci vediamo, quanto valiamo per gli altri e per noi stessi, quanto possiamo coinvolgerci e a quanto, invece, è saggio rinunciare. Per i credenti, il modello è Gesù. È singolare un Dio che si riduce a un pezzo di pane e a un po’ di vino, felice di trovarsi in panni così stretti. Da Lui c‘è sempre da imparare; per arrivare, magari, a ridere di sé.

4 pensieri su “Nei panni di

  1. ema

    Nuda sei semplice come una delle tue mani,
    liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
    hai linee di luna, cammini di mela,
    nuda sei sottile come il grano nudo.

    Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
    hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
    nuda sei enorme e gialla
    come l’estate in una chiesa d’oro.

    Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
    curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
    e t’addentri nel sotterraneo del mondo

    come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
    la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
    e di nuovo torna a essere una mano nuda.

    Pablo Neruda

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  2. pio papi

    uno, nessuno centomila…solo Lui ci dà il pane per la vita (essere ciò che ci ha creato, a sua immagine e somiglianza) somiglianza che facciamo di tutto peer rovinarla…

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