[youtube=https://youtu.be/6mWGX2d1-r4]
da qui
Boris Pasternàk
La neve cade
(Traduzione di Angelo Maria Ripellino,
“Poesie” Boris Pasternàk, Einaudi,1960)
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Claude Debussy – Des pas sur la neige (Préludes – Book I)
Daniel Barenboim (excerpt)
Image by Ron Hallman, United States
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La neve cade, la neve cade.
Alle bianche stelline in tempesta
si protendono i fiori del geranio
dallo stipite della finestra.
La neve cade e ogni cosa è in subbuglio,
ogni cosa si lancia in un volo,
i gradini della nera scala,
la svolta del crocicchio.
La neve cade, la neve cade,
come se non cadessero i fiocchi,
ma in un mantello rattoppato
scendesse a terra la volta celeste.
Come se con l’aspetto d’un bislacco
dal pianerottolo in cima alle scale,
di soppiatto, giocando a rimpiattino,
scendesse il cielo dalla soffitta.
Perché la vita stringe. Non fai a tempo
a girarti dattorno, ed è Natale.
Solo un breve intervallo:
guardi, ed è l’Anno Nuovo.
Densa, densissima la neve cade.
E chi sa che il tempo non trascorra
per le stesse orme, nello stesso ritmo,
con la stessa rapidità o pigrizia,
temendo il passo con lei?
Chi sa che gli anni, l’uno dietro l’altro,
non si succedano, come la neve,
o come le parole di un poema?
La neve cade, la neve cade,
la neve cade e ogni cosa è in subbuglio:
il pedone imbiancato,
le piante sorprese,
la svolta del crocicchio.

L’ha ribloggato su alessandrasolina.
“Chi sa che gli anni”
Malinconia e bellezza incorniciate come sempre da una splendida interpretazione.
Perché la vita stringe
Lasciamo che scorra con calma, apprezzando ogni momento
almeno per quello che si può. è la bellezza!
Grazie!