
Abbiamo due opzioni: accrescere la confusione o dare luce. È un grande potere, di cui spesso ignoriamo la portata. Gettiamo via parole come fossero sacchetti d’immondizia, nei cestini che sono gli uomini e le donne che incontriamo. Scambiamo l’altro per un bidone della spazzatura.
Ma le nostre parole possono essere fari che rischiarano, o almeno la lucetta che si accende di notte, per non incappare in qualche ostacolo.
Bisogna scegliere se servirsi degli altri come cassonetti, o dare loro una torcia per raggiungere, attraverso il tunnel del mondo, il paradiso.

Bisogna camminare nella Luce per illuminare gli altri…perchè vedano le vostre opere buone…
Stupenda e sintetica questa tua riflessione! E..cosi’..vera!! Ho sempre considerato la parola come un mezzo eccezionale di comunicazione, in grado di generare tanta positività, trasmettere cultura, sapere, speranza, sollievo, ma purtroppo anche tutti i contrari possibili…
Prendo atto che tu, in particolare, io e tantissimi altri, per fortuna, facciamo parte di quella schiera che gestisce la parola nelle sue forme piu’ nobili!
Riconoscendoci questo onore, che potrebbe sembrare un auto elogio, non facciamo altro che riconoscere una piacevole realtà.
Un saluto!
…magari fossi quella lucetta di notte. Ma mi ci provo…
In genere chi si serve del cassonetto è talmente esausto, depresso magari solo, egoista, perché no, che appena trova il coperchio aperto non fa più attenzione nemmeno alla differenziata; diventa insensibile ai problemi di chi ascolta – che peraltro potrebbero essere tanti e di non facile soluzione -, sovrastandoli con i propri. In quel caso, infatti, vale la legge che il mio problema è più grosso del tuo; dunque chi è più dedito all’ascolto, in genere, diventa il bidone senza via di scampo.
Un bidone saggio, però , ricco di buoni consigli, da cui attingere aiuto, luce, speranza, qualora fosse necessario, sempre che il coperchio non venga richiuso dall’utilizzatore, dopo averne inzeppato per bene tutta la sua disponibilità.
In genere chi si serve del cassonetto è talmente esausto, depresso magari solo, egoista, perché no, che appena trova il coperchio aperto non fa più attenzione nemmeno alla differenziata; diventa insensibile ai problemi di chi ascolta – che peraltro potrebbero essere tanti e di non facile soluzione -, sovrastandoli con i propri. In quel caso, infatti, vale la legge che il mio problema è più grosso del tuo; dunque chi è più dedito all’ascolto, in genere, diventa il bidone senza via di scampo.
Un bidone saggio, però , ricco di buoni consigli, da cui attingere aiuto, luce, speranza, qualora fosse necessario, sempre che il coperchio non venga richiuso dall’utilizzatore, dopo averne inzeppato per bene tutta la sua disponibilità.
La tenebra e’ solo una grande domanda di luce.
A. Merini