
Non ce la farò, non sono in grado, i miei limiti non me lo permettono, è inutile che tenti, vado incontro a un‘altra delusione, tornerò più depresso di prima: sono esempi di quella voce che, continuamente, ci suggerisce di rinunciare alla buona battaglia di cui parla san Paolo, o chi per lui, nella seconda lettera a Timoteo.
Se le dessimo ascolto, il mondo finirebbe in pochi giorni: sono tanti i motivi, anche seri, di scoraggiamento, e spesso hanno il potere di convincerci, sebbene, esteriormente, continuiamo a fare come nulla fosse. Mancano le motivazioni e l’entusiasmo, il pessimismo scava un vuoto che ci sembra impossibile riempire.
Poi, però, c’è un ‘altra voce: credi in me, dice, sarò io a condurti alla meta, affidati e vedrai.
Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce, dice Gesù a Pilato.
A chi daremo retta?
La nostra vita è appesa a questo chiodo, tutto il resto è noia.

non l’appendiamo al chiodo…cioè non la buttiamo via…vale comunque vivere…e se ci appendiamo alla Sua Croce sicuramente ne è valsa la pena…forza e coraggio…
Autosufficienza, madre del pessimismo, della tristezza, della vanità
Aprire il cuore e ascoltare, sentirsi unici, grati per ciò che siamo, e umili nel cercare il Suo aiuto. A volte non è facile, ma non bisogna arrendersi