L’attenzione


Ci distraiamo. Facciamo una cosa e ne pensiamo un’altra. Molti mi dicono, nella confessione, che mentre pregano sono disturbati da interferenze di varia natura.
Credo che si debba distinguere: ho cercato io la distrazione? L’ho assecondata, e alimentandola l’ho fatta crescere?
Non è una questione solo religiosa. Il laico ha lo stesso problema: la concentrazione è un atto morale, pensare ad altro è un torto che facciamo a chi ci parla e che, in ogni caso, se ne accorge.
È nota la gag di Totò: alla moglie che gli chiede a cosa stia pensando, risponde che sta pensando a cosa rispondere in caso lei chiedesse a cosa stia pensando.
Se ci distraiamo involontariamente, nessuno lo metterà sul nostro conto. L’attenzione è un gesto d’amore, di quelli che passano di là, unico bagaglio concesso nel viaggio verso il cielo.

2 pensieri su “L’attenzione

  1. pio papi

    Purtroppo è una triste realtà…non riusciamo a fare silenzio… ad assaporare quel dolce naufragar in questo mar…le incombenze sono tante e il disturbo la fa da padrone…anche quando recitiamo giaculatorie ad un certo punto si va per la tangente …è dura …ma si deve lottare altrimenti la nostra fede è vana…

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  2. robysda

    Delicatezza, sensibilità, gentilezza, parole obsolete. l’attenzione: tutto, meno che generosità . L’Attenzione, in fondo, è come “Grazie”: forse si usa poco perché tutto ci sembra dovuto, quando, invece, tutto è grazia.

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