
Il peccato è una questione seria. Produce un’azione devastante in più modalità. La prima è immediata, quasi incosciente riguardo agli effetti che determina. La seconda è la sua permanenza nel deposito della memoria: resta lì come un’accusa, una minaccia di disgregazione, di vergogna. Ecco perché il demonio è detto, anche, il grande accusatore: fa leva sulla paura, sul senso di colpa, ci fa chiudere in noi stessi, fino a estinguere del tutto la speranza.
Se il diavolo ci accusa, Dio è il Paraclito, l’avvocato difensore. Non ignora le nostre malefatte, anzi, ci mette a nudo, ma senza umiliarci: accresce, piuttosto, la conoscenza di noi stessi, le potenzialità di amare e farci amare. Ecco perché la salvezza consiste nel metterci davanti a Lui, senza difese, rientrando in contatto con la nostra identità.

Abbiamo paura che Qualcuno ci mette a nudo e scopre la nostra vera identità…facciamo molta resistenza perchè il mondo ci richiede altro…ci dicono che non siamo di questo mondo…ora siamo qui e ci adattiamo alla sua logica…sperare nell’Altro facciamo una gran fatica…
E’ verissimo quanto dici, ho notato che da quando mi affido a Lui , vivo con maggior chiarezza i miei limiti, li accetto, ne chiedo perdono e riesco ad essere più comprensiva verso gli altri.Tutto questo, naturalmente, crea un clima distensivo , amorevole sia in famiglia sia all’esterno.
Saperci ascoltare per ascoltare Lui, in silenzio, senza filtri.
Un circolo virtuoso possibile solo attraverso la presenza dell’Avvocato.