La stanza


Insomma, qual è la vera casa? Abbiamo parlato di residenze alternative, terrestri e celesti, di abitazioni materiali e della casa del Padre, ma il problema può essere visto da un’altra prospettiva. In giro c’è una certa confusione: la gente è spaesata, ha perso i punti fermi, è alla ricerca di un senso che non trova. Le ragioni sono tante: cambi rapidi di paradigmi, l’invasione di tecnologie che assottigliano i confini tra reale e virtuale, una propaganda capillare che manipola le scelte quotidiane. La pressione è evidente, gli stimoli sono sempre più incalzanti: pensiamo al dilagare della pornografia, l’impero dei sensi cui si accede con un clic.
Su questo sfondo, diventa chiaro quale sia la vera casa: la camera in cui possiamo fermarci, restare in silenzio, a quattrocchi col profondo; oppure, se siamo in mezzo agli altri, il nostro cuore, il luogo dove abita chi non potrebbe mai condizionarci, ma solo guarirci e liberarci, la settima stanza di Teresa d’Avila. Lì c’è il Cristo, l’Archetipo del Sé, l’antidoto a ogni genere di alienazione.

8 pensieri su “La stanza

  1. Alfonso

    …e risvegliarsi da quel lungo torpore,
    in quella stanza dove un’aria stagnante quasi mi soffocava;
    dove non so riusciva più a percepire quel “ruah” che dava ossigeno al mio essere
    inferiore.
    Nella immagine del post,
    la stanza di VAN Gogh,percepisco la solitudine,l’aridita’,il vuoto di una casa materiale.
    Allora,apro quella PORTA,…voglio entrare in quella CASA, e scoprire ciò che contiene:?…Omnia delectamentum in se habent…?

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  2. pio papi

    “Tutto è delizioso'” ? Abbiamo paura dell’ignoto e cerchiamo di fuggire stordendoci con un rumore di fondo che dà il ritmo del tempo, che ci sembra infinito…ma quanto ci è rimasto? Ci vuole il Suo dito che fa scoccare quella scintilla per divinizzarci…

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