Ciechi


Gesù guarisce i ciechi. Deve essere stato fantastico, per loro, vedere il mondo all’improvviso, con le sue forme, i suoi colori; poter fermare lo sguardo sui dettagli: innamorarsi di un petalo di rosa, una nuvola strana, un piccione che si gira di scatto. Forse il loro primo pensiero è stato un “grazie”. La gratitudine per la bellezza è qualcosa di congenito, un impulso che sguscia dal fondo dell’inconscio e si deposita felice sulle labbra.
A volte viviamo a occhi chiusi, sepolti in sentimenti cupi, oscuri, una nebbia che impedisce di vedere il mondo. Brancoliamo nelle vie senza uscita di rancori, complessi, voglie di rivalsa. Dovremmo rivolgerci al Messia, come i ciechi di un tempo, liberare il coraggio di invocarlo, con la stessa fiducia dei bambini: Signore, che io veda! Ci accorgeremmo, allora, dei colori, degli odori, dei sapori del mondo. Dei regali che ci arrivano dal Cielo, in ogni istante.

6 pensieri su “Ciechi

  1. pio papi

    Come al solito apprezziamo quanto abbiamo, solo quando viene a mancare. Tutto ciò che ci circonda è un dono, meraviglie che Lui ci ha preparato per partecipare al banchetto. Avremo l’abito adatto per la festa finale?

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  2. Marco Marziali

    Comunque anche se la cecità del cuore è devastante, tuttavia la cecità degli occhi , di chi ha perso la vista anche solo per alcuni mesi intendo, è disumana. Non immaginiamo quanto i nostri pensieri si sviluppino a fronte di immagini viste e soprattuto lette e tutte e due insieme si alimentino …dall’immagine parte molto della nostra distruzione, immagine desiderio mimetico invidia….ma anche molto della nostra redenzione
    Sempre in bilico tra il buio e la luce
    Marco

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