[youtube=https://youtu.be/h4HY2s-CNB8]
da qui
La fede è desiderio, dice Agostino. Ma desiderio di che? Di un Dio che non si vede, che non posso toccare, odorare, di cui non ho tracce sensibili, di qualcosa che sfugge a un approccio concreto?
È il problema della perdita del coniuge: il prete si affretta a consigliare un rapporto trascendente, un’unione degli spiriti, ancora più profonda di quella vissuta fino a allora. Ma fa un buco nell’acqua. Basta una semplice obiezione: ci abbracciavamo, ci facevamo compagnia; mi manca la sua fisicità. C’è poco da opporre.
Desiderare Dio: perché sia possibile, è necessario sfondare la barriera dei sensi, provare il gusto che nasce da un cuore unificato, assaporare l’affrancamento dagli istinti, accedere a un abbraccio che non è di carne, ma di più, perché è tutta la persona a essere coinvolta, nella sua radice più profonda.
Lo voglio così, Gesù: il Tutto, per me e con me. L’abbraccio puro e totale, che supera ogni altro desiderio.

….non rimarrai mai sola…
….non rimarro’ mai solo…
………
………
..finché non mi raggiungerai…
…finché non ti raggiungero’..
..finche’ non ci ricongiungeremo,
“definitivamente”…
Ebbene Signore, agisci,
svegliaci e richiamaci,
accendi e rapisci,
ardi, sii dolce.
Amiamo, corriamo.
S. Agostino
https://youtu.be/6Gf5qrhb9n8
Siamo creature, sperimentiamo i nostri limiti, ma c’è in noi una scintilla…quando scocca, cerchiamo di mantenere quella Luce che si è accesa, che ci fa vedere oltre, che ci dà la vera Vita, che supera anche la morte….il Maligno interviene e ci convince che è tutta una fregatura…armiamoci per il combattimento…