
Ci sono segni che ci contraddistinguono: il prete ha il colletto, gli sposi la fede, il soldato la divisa. Altri sono più personali: un tatuaggio, un braccialetto, una spilla. Un segno è spesso una maniera con cui comunicare affetto, vicinanza, gratitudine: qui, al Santuario, è pieno di ex voto, che non si sa più dove attaccare.
Gesù ci ha lasciato un segno: quello della Croce. Sarebbe bello sentirlo come un pegno d’amore, un modo per dichiararci suoi, stretti da un vincolo inscindibile. Ti amo, e quindi rinnovo questo segno, appena posso: come un bacio, un abbraccio, un farsi compagnia, prima di andare a letto.

Parlare tacere
Parlare
senza avere niente da dire
comunicare
in silenzio
i bisogni dell’anima
dar voce
alle rughe del volto
alle ciglia degli occhi
agli angoli della bocca
parlare
tenendosi per mano
tacere
tenendosi per mano.
Paul Eluard
I segni ci contraddistinguono, ma bisogna testimoniarli!!! Altrimenti l’ipocrisia regna ed è quella che impera.
Con questo segno apriamo un dialogo :
Ci rivolgiamo a Lui nella Sua Trinità, nel nome del Padre nella mente, del Figlio al centro del nostro cuore, e dello(LORO)
Spirito Santo che ci avvolge con le Sue ali aperte da un estremità all’altra del nostro corpo, in quel gesto che proprio le Sue braccia spalancate sulla croce significano.
… e se ne capiamo il più profondo significato, (in croce anziché decapitato o lapidato come era molto in uso da quelle parti) arriviamo a capire come lo “strumento di morte” sia sempre più “strumento della nostra Salvezza” ;
… infatti nessuno di noi “si salva” da sé stesso, ma solo grazie alla CROCE, dove LUI, con quelle due braccia aperte, ha voluto prendere su di Sé “il peccato del mondo”….
ecco allora, che, “”Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo””… GRAZIE,
amen.