I buoni pastori


Il Natale, non di rado, è ridotto a una sbiadita cartolina, può diventare un’abitudine meccanica. Di presepi ne ho visti parecchi: dai più banali ai più sofisticati; dalla statuina all-inclusive alla macchina complessa formata da pezzi semoventi, cascatelle a circuito chiuso, pale da mulino anacronistiche. I personaggi sono perfino attualizzabili: a Napoli, si sa, ci hanno messo Maradona, Belen Rodriguez, Balotelli.
Ma sono quattro i generi di partecipanti che non possono mancare: la Santa Famiglia, gli angeli, i magi e i pastori, oltre alle pecore, l’asino e il bue.
I pastori sono un simbolo non sempre compreso: come guide di greggi rappresentano Gesù, il buon pastore per antonomasia; e anche i suoi preti, che dovrebbero guidare i fedeli ai verdi pascoli del Salmo ventitré.

5 pensieri su “I buoni pastori

  1. Alfonso

    Greggi e Pastori…
    Arzanno l’occhi ar colle
    verso quela radura
    se nota ‘na campagna tutta brulla e verde scura;
    de bianco qualche macchia se ‘ntravede..
    so pecorelle, che li ci’hanno messo piede!
    All’ombra de na chiesuola brucano l’erbetta,
    e nun serve manco er cane che le aspetta;
    c’hanno ‘n pastore, che ‘n serve
    che le chiama,
    …all’ adunata,…
    se riccojeno da sole tutte nzieme
    e conoscheno bene puro la strada,
    pe aritorna a casa senza esitazione,
    come fa puro, senza mai sbajasse ,
      er  piccione viaggiatore.

    Sicuro ci’ha dda esse ‘n tira-tira
    perché sinno sta cosa nun se spiega,
    tra rovi e arbusti sconforto nun je pia,
    e sartellanno riprenneno la via…

    Posso penza’ vista la geografia,
     c’è quarcheduno, che la mano
    li je pia…
    …e mai più ‘n le manna via..!
    Ste pecorelle in gruppo fanno un gregge
    ho detto già che ‘n serve chi le regge,
    pascoleno da sole in allegria,
    pare che parlano ‘n po’ nzieme a GESÙ
    e ‘n po ‘nzieme a  MARIA..!!!
    …e quer pastore sotto sotto se la ride…
    Ringrazia la MADRE cor SIGNORE pe’ sto gradito dono,
    …e dice :?saprò puro ‘nna a cavallo…e fa er PASTORE…ma pecoraro…nun sarei mai stato propio bono?!!!

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  2. ? Donato Desiderato ?

    A dire il vero, l’immagine della famiglia di Cristo ha un valore simbolico che oltrepassa la stessa religione. Sembra affondare le proprie radici di senso in un archetipo così visceralmente umano da lasciare stordito lo spettatore della vita. Così è per me.
    Il buon pastore deve avere un buon gregge.
    La mie domande sono le seguenti. Noi oggi siamo un buon gregge? Sappiamo ancora essere comunità di bene?
    Cosa abbiamo perso? E cosa ci manca che non abbiamo mai avuto?

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  3. Alfonso

    Guide… turistiche!
    Vuoi la secolarizzazione,
    vuoi la scristianizzazione della moderna società
    vuoi che non indossando più la talare che
    li distingueva fra la gente,
    capita di ascoltare il predicatore di turno
    che manda a quel paese il ”papà dell’ex figlio prodigo” (apostrofandolo con termine ben piu pesante),che a suo dire,si e’ fatto fare fesso dal figlio incosciente e dissipatore di beni!!!
    …beh, (parere personale)…non avrebbe fatto meglio (il predicatore)a scegliersi la carriera di “”guida turistica””? (senza offesa alla categoria!!!)piuttosto che di un gregge?

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  4. pio papi

    “Catechesi del buon pastore” E’ un metodo montessoriano per conoscere Cristo ed inizia già a 3 anni. Applicato pochissimo in Italia, ma conosciuto all’estero. La Parola è l’asse portante. I bambini fanno esperienza di Cristo e non sono indottrinati di concetti. Hanno delle intuizioni che meravigliano le catechiste. C’è un lavoro preparatorio non indifferente, ma i risultati compensano la dedizione di queste persone.
    La realtà è ancor più pregiudizievole: quando saranno grandi, sceglieranno quale religione…quanti errori nella formazione di una persona!!! La correzione è sempre più difficile.

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  5. ema

    “O greggia mia, nè di ciò sol mi lagno.
    Se tu parlar sapessi, io chiederei:
    Dimmi: perchè giacendo
    A bell’agio, ozioso,
    S’appaga ogni animale;
    Me, s’io giaccio in riposo, il tedio assale?”
    G.Leopardi

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