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Costruire mondi (possibili e impossibili)

di Kika Bohr

Ordine e Caos: installazione, legno e cartone (42x42x20 cm) 2013

Premessa

Mi piacciono i presepi! Non che sia particolarmente religiosa, ma, belli o brutti che siano, i presepi mi entusiasmano. I piccoli presepi provenzali multicolori in terracotta dipinta, quelli peruviani in mollica di pane, minuscoli, rinchiusi in una scatola di cerini dai colori squillanti, quelli grandi e raffinati, napoletani…. Ricordo della mia infanzia quelli bellissimi dei miei nonni materni e paterni che però non potevano fare concorrenza a quello dei vicini di casa, con le sue figurine di plastica dipinta anni cinquanta, capanna di cartone dal tetto grigio, gallinelle e oche ben piantate nel muschio comprato dall’ortolano sotto casa. Continua a leggere

I buoni pastori


Il Natale, non di rado, è ridotto a una sbiadita cartolina, può diventare un’abitudine meccanica. Di presepi ne ho visti parecchi: dai più banali ai più sofisticati; dalla statuina all-inclusive alla macchina complessa formata da pezzi semoventi, cascatelle a circuito chiuso, pale da mulino anacronistiche. I personaggi sono perfino attualizzabili: a Napoli, si sa, ci hanno messo Maradona, Belen Rodriguez, Balotelli.
Ma sono quattro i generi di partecipanti che non possono mancare: la Santa Famiglia, gli angeli, i magi e i pastori, oltre alle pecore, l’asino e il bue.
I pastori sono un simbolo non sempre compreso: come guide di greggi rappresentano Gesù, il buon pastore per antonomasia; e anche i suoi preti, che dovrebbero guidare i fedeli ai verdi pascoli del Salmo ventitré.

Magi strati (epifanie)

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da qui

Il tempo passa, le strutture culturali diventano obsolete se non si aprono alle coordinate ultime, la tradizione rischia di ammuffire e ridursi a materiale da museo. Anche l’inossidabile presepe potrebbe trasformarsi in un cimelio del passato se non si spalancasse all’avanzare del presente, alle ansie, alle attese, agli strati ultimi dei fatti. Guai se Betlehem, la città del pane, diventasse una scorza rafferma e inacidita. Sarebbe una scomunica late sententiae, lanciata dalla vita, l’unica gerarchia che non ammette repliche.