
Allenarsi. Abituarsi a vedere il Cristo nell’altro, prepararsi al gran giorno in cui dirà: ogni volta che avete fatto questo a uno dei più piccoli dei miei fratelli, l’avete fatto a me. Cosa faremmo a Gesù? Come lo accoglieremmo? Quali attenzioni gli riserveremmo? Immaginiamo tante cose, non sempre edificanti, e non l’incontro decisivo della vita? Ogni giorno è il giudizio: sulla nostra capacità di essere noi stessi, sull’amore che siamo e che gli altri attendono da noi per placare la fame, la sete, per essere vestiti, assistiti, consolati. Sarà bello, allora, dire al Pastore che raduna capri e pecore: ti ho visto, ti ho riconosciuto. È come un ritrovarsi tra vecchi amici, un riabbracciarsi.

Mensa caritas?
Menù alla carta….? o sulla carta?
Pane? e ….coperte???
E la carne ormai malata cerca di aprire il cuore, flaccido dentro
e sempre stato di pietra verso l’altro,rivolgendosi a Colui che nella sua vita aveva sempre rinnegato; in una supplica struggente, dopo una vita passata a rifiutarGLI qualsiasi appuntamento, sordo alle Sue richieste,addirittura rinnegandone l’esistenza, negandoGli per tutta la vita la possibilità di entrare.
Adesso la carne malata lo cerca,lo chiama,lo invoca, rinnegando ora se stessa;ma la crosta calcarea che imprigiona il cuore è dura da spezzare.
Il diseredato ti ha sempre cercato,
lo evitavi;
il bisognoso allungava verso te la sua mano,ma le tue restavano ben serrate in tasca;
il barbone cercava sempre di sbirciare nel tuo piatto ed il tuo bicchiere, il tozzo di pane,
ma senza una parola,con una sola occhiata lo ributtavi sul suo giaciglio di legno a doghe sverniciato,sotto le sue coperte di Samsung e di Sony o di quotidiani intrisi di pioggia, aspettando che il lettore finisse di leggere l’ articolo del giorno e gli donasse la “coperta” nuova…e asciutta!
Adesso grida la carne malata,
e spera che TU esista veramente,
cercandoTi, adesso, ma solo per l’ennesima sfida:se ci Sei veramente,guariscimi…
Ma prima che la carne, dovrò guarire dentro,
affinché possa essere guarito
anche di fuori!
Conosciamo tutti la strofetta,il monito;
conosciamo tutti le belle parole amore,carità, condivisione,soccorso,solidarietà.
le conosciamo,le sentiamo spesso dire…
ma a volte,tra il dire ed il fare…
cè di mezzo ???
IL Male!!!!
Ecco,cerchiamo allora da subito di farci spazio,di metterci in fila tra quelli che saranno riconosciuti…;
tra quelli che, separandoli,verranno posti alla Sua destra!!!
…lo riconosceremo,ancora avvolto in coperte Sony o Samsung …e una Corona sul capo….fatta di spine!!!
Ricordiamoci del ricco e Lazzaro…Abramo rispose: “se non ascoltano Mosè e i profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi”. Ascoltare (shemà) x esaudire, ma c’è un abisso come tra Lazzaro e il ricco…se Qualcuno non rinverdisce la nostra immagine..non possiamo somigliare a…
Grazie Oggi il buon Pastore mi ha dato un abbraccio grande. È grande e buono Lui ci aiuta quando abbiamo bisogno senza che noi ce ne accorgiamo! Grazie Ernestina
Inviato da iPad
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Evgenij A. Evtušenko interno poesia
Non capirsi è terribile
non capirsi e abbracciarsi,
ma benché sembri strano,
è altrettanto terribile
capirsi totalmente.
In un modo o nell’altro ci feriamo.
Ed io, precocemente illuminato,
la tenera tua anima non voglio
mortificare con l’incomprensione,
né con la comprensione uccidere.
E.A.Evtusenko