
Chi ha paura di Dio? Di un bambino in una mangiatoia? Di un uomo che offre mani e piedi ai chiodi, disteso su una croce? È così difficile capire che ci ama? Dobbiamo inventarci coincidenze astruse e disconoscere che i doni li fa Lui? Sarebbe più semplice pronunciare la fatidica parola: grazie. Allora saremmo noi stessi, avremmo trovato la nostra identità.

Desiderare, amare, lodare,glorificare e adorare;per gioire di Cristo ed in CRISTO, e ringraziare!
È quanto dovremmo aver appreso ormai, ma forse ci rendiamo conto che, come nel titolo di quel film gli esami non finiscono mai…
È sempre difficile ad un cuore di pietra dire grazie! e ancora di piu’
se per farlo si dovessero alzare gli occhi verso quel “Legno” !
Quel gioire in Cristo richiede ‘partecipare’
ed è lì che si comincia a ‘storcere ‘il naso:
“C’è da caricarsi il proprio “pezzo” di croce”…
…be’ ,giriamo lo sguardo altrove…rimaniamo anonimi! …Non si sa mai,…ci dovesse presentare “il conto”!!!
“Diventa ciò che sei!”
Pindaro
L’identità profonda è un enigma, una terra sconosciuta, e la vita un viaggio per approdarvi.
Come dice S. Giovanni Paolo II, è la luce di Cristo che può svelarne il mistero ultimo, più intimo a noi di noi stessi.
Buongiorno Grazie. Ernestina
Inviato da iPad
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Quando va bene impera la logica del “do ut des”, altrimenti “io”…non abbiamo paura …non crediamo a tanta gratuità…siamo “segnati” da Adamo, Lui è venuto a dimostrarci come non si cade…e noi? Ah ..la fede!!! La troverà quando tornerà? O meglio quando arriverà quel momento?